La trappola della felicità


Russ Harris, La trappola della felicità – Come smettere di tormentarsi e tornare a vivere, Erickson, trad. G. Lo Iacono

Crescita Personale, Mindfulness & Felicità

L’intento dell’autore è quello di promuovere e far sperimentare al lettore la tecnica dell’ACT che è un approccio psicoterapeutico con solide basi scientifiche per affrontare l’annoso problema della ricerca della felicità. Le tecniche non si...




Russ Harris, La trappola della felicità – Come smettere di tormentarsi e tornare a vivere, Erickson, trad. G. Lo Iacono

Russ Harris, La trappola della felicità – Come smettere di tormentarsi e tornare a vivere, Erickson, trad. G. Lo Iacono è disponibile su Amazon Russ Harris, La trappola della felicità – Come smettere di tormentarsi e tornare a vivere, Erickson, trad. G. Lo Iacono è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché questo libro è un successo planetario. Perché parla della nostra esistenza e degli ostacoli che tutti affrontiamo, delle credenze che la nostra mente mette in atto, facendoci credere che la vita dovrebbe invece essere un’oasi di felicità. Perché...


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Russ Harris, La trappola della felicità – Come smettere di tormentarsi e tornare a vivere, Erickson, trad. G. Lo Iacono

Riassunti di libri di crescita personale


Russ Harris, La trappola della felicità - Come smettere di tormentarsi e tornare a vivere, Erickson, trad. G. Lo Iacono Chi è l’autore? Russ Harris è medico e psicoterapeuta specializzato in gestione dello stress. Esperto di ACT (Acceptance and Commitment Therapy) forma persone e professionisti all’uso delle tecniche di questa terapia che risolvono un’ampia gamma di difficoltà psicologiche e migliorano la qualità della vita. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autore è quello di promuovere e far sperimentare al lettore la tecnica dell’ACT che è un approccio psicoterapeutico con solide basi scientifiche per affrontare l’annoso problema della ricerca della felicità. Le tecniche non si focalizzano sull’inseguimento della felicità, quanto piuttosto sulla diminuzione della lotta interiore e dello struggimento che questo inseguimento comporta, come a dire che è la ricerca stessa della felicità a causare la nostra infelicità. Questo libro insegna: In che modo si crea la trappola della felicità. L’idea centrale del libro è che tutti i nostri sforzi per trovare la felicità e tutte le convinzioni che abbiamo sulla felicità siano in realtà una «trappola della felicità»: anzichè essere felici, passiamo insomma gran parte del nostro tempo a preoccuparci di come essere felici. Inseguiamo il desiderio, di provare un senso di piacere e gratificazione che duri nel tempo anche se è nella natura stessa della felicità, l’essere fugace e passeggera. L’altro aspetto della felicità è vivere una vita ricca e significativa, e per fare ciò è necessario vivere secondo ciò che conta veramente per noi, secondo i nostri valori, essendo disposti a vivere l’intera gamma delle emozioni umane. Molta parte del dramma della ricerca della felicità è radicato nella nostra cultura che alimenta dei falsi miti quali quello che la felicità sia la condizione naturale dell’essere umano, o quello che implica che se non ti senti felice tu abbia qualcosa che non va. Altri miti riguardano la distinzione tra emozioni positive e negative, e il controllo sulle emozioni, mito al quale siamo instradati fin da piccoli quando ci insegnano a non piangere, non frignare e non lamentarci. Come se potessimo accendere e spegnere sentimenti ed emozioni al comando di un interruttore. Uno dei pensieri frequenti è che le persone che ci stanno intorno siano sempre felici o più felici di noi. Questa percezione è sostenuta anche dal fatto che raramente le persone mostrano i tumulti del loro animo: pensano di poter avere pieno controllo dei propri sentimenti ed emozioni. Ma questo e la precedente non sono che illusioni. Dice infatti Harris: «il nostro silenzio riguardo ciò che proviamo veramente e la facciata finta che presentiamo alle persone intorno a noi non fanno che alimentare la potente illusione del controllo». Le strategie di controllo che adottiamo assumono l’aspetto di strategie di fuga (rinunciare ad un compito perché crea ansia, distrarsi dai pensieri che ci turbano) o di lotta (reprimere le emozioni, o discutere contro noi stessi o la realtà). Queste strategie sono efficaci se utilizzate per breve tempo e per banalità. Quando invece vengono utilizzate per lungo tempo o per situazioni particolarmente intense, possono impedire alle persone di vivere la vita come la vorrebbero e allora risultano inutili e dannose. Le strategie di controllo inefficaci contribuiscono a costruire la trappola della felicità. Trasformare il mondo interiore. Per trasformare il proprio mondo interiore l’autore introduce e poi spiega i sei principi fondamentali dell’ACT. 1) Defusione: è la capacità di rapportarsi ai propri pensieri in modo nuovo, così che abbiano un impatto e una influenza minori su noi stessi. Sono le convinzioni che generano i nostri pensieri, ma modificando i pensieri a lungo andare le convinzioni si possono depotenziare influenzando sempre meno il nostro comportamento. Spesso siamo portati a lasciarci andare ai nostri pensieri che ci «parlano della nostra vita e di come viverla». Siamo portati a pensare che i nostri pensieri siano la realtà, diamo loro credito, e talvolta obbediamo loro. Se sono minacciosi possono essere profondamente disturbanti tanto che vogliamo solo liberarcene. La defusione consiste nell’abilità di distanziarci dal pensiero. Un metodo facile è quello di riconoscere il pensiero e dire semplicemente a noi stessi: «Sto avendo il pensiero di...». Questa semplice frase permette di depotenziare le sensazioni legate a quel pensiero e di renderlo alla coscienza come una fila di parole nella nostra mente, che non sono necessariamente vere e alle quali non dobbiamo credere per forza. Non è necessario distanziarci da tutti i nostri pensieri e da tutte le storie che ci raccontiamo su noi stessi e sulla vita, ma solo da quelle che non sono utili. Talvolta può sembrare che la defusione non funzioni: è quando ci aspettiamo che il pensiero sparisca o venga sostituito. In realtà questa aspettativa è innescata dalla nostra abitudine a mettere in atto delle strategie di controllo, di solito inefficaci. La defusione infatti non elimina il pensiero, serve solo a distanziarci da esso considerandolo per ciò che è: non è la realtà, non è la verità e solo un pensiero nella nostra mente. 2) Espansione: è la capacità di accogliere e fare spazio a tutta la gamma di emozioni, anche quelle spiacevoli che provocano dolore. Fare spazio anziché controllare. Dare agio alle emozioni permette di farle fluire e questa competenza ci fa sperimentare che le emozioni fanno meno male di quanto in realtà non pensiamo. L’autore ci invita a riflettere sul fatto che le emozioni non controllano necessariamente il nostro comportamento: possiamo infatti essere arrabbiati e agire con calma. Come a dire che se è vero che è meglio lasciare fluire le emozioni anziché controllarle è parimenti vero che possiamo controllare le nostre azioni anzichè lasciarle fluire. Infatti R. Harris ci ricorda come la convinzione di non avere controllo sulle proprie azioni quando proviamo forti emozioni è una potente quanto pericolosa illusione. Se ce l’abbiamo è solo perché abbiamo sviluppato delle cattive abitudini. Quando pratichiamo l’espansione facciamo spazio a ciò che proviamo. Per farlo è necessario acquisire una certa consapevolezza corporea, vale a dire notare i cambiamenti fisici che le emozioni producono in noi e una volta fatto questo, lasciare spazio alla sensazione nel nostro corpo, senza lottare, lasciare cioè che essa esista in noi. 3) Connessione: è la capacità di stare nel presente, senza rimuginare su cose passate che non possiamo più cambiare, senza preoccuparci troppo del futuro che ci è dato di pianificare solo in parte. La nostra mente produce costantemente dei pensieri. «Fin troppo spesso questi pensieri ci distraggono dal luogo in cui ci troviamo e da ciò che stiamo facendo in quel momento.» Ad esempio è in virtù di questo fatto che percorriamo dei tragitti in automobile senza renderci conto della strada percorsa: trascorriamo molto del nostro tempo a ripensare al passato e a progettare e immaginare il futuro. La connessione invece è la capacità di essere consapevolmente presenti nel qui e ora, è la capacità di osservare ciò che stiamo vivendo nel momento stesso in cui accade, assaporandone ogni aspetto e soprattutto sospendendo il giudizio in piena connessione col mondo intorno a noi. Un modo utile per praticare la connessione è usare il respiro. La pratica della respirazione profonda è una pratica che va coltivata giorno per giorno. 4) Il sé osservante: è una parte della nostra mente, ben nota alle culture orientali e disdegnata per molto tempo dalle psicologie occidentali. È quella parte che ci permette di notare i nostri stessi pensieri e le immagini mentali. È il sé osservante che permette la connessione con il presente. L’autore ci ricorda che questa parte della nostra mente è un mero osservatore e non giudica (il giudizio infatti è frutto del pensiero). Il sé osservante è distinto dai nostri pensieri ed è una parte in grado di «osservare la tua mente in azione, di notare cosa sta facendo.» Ogni volta che facciamo un esercizio di concentrazione sul respiro e lo osserviamo stiamo utilizzando il sé osservante. Possiamo dire che si tratti di consapevolezza allo stato puro. Nel corso della vita cambiamo continuamente, il fisico, i pensieri, le emozioni, i ruoli, solo il sé osservante non cambia mai. 5) Valori: è importante avere la capacità di riconoscere i propri valori e costruire la propria vita sulla base di questi ultimi. Essi sono il riflesso di ciò che è importante per noi nel profondo del cuore e «rappresentano il fine ultimo per cui vuoi impegnarti in questa vita. » Essi determinano anche come vogliamo rapportarci al mondo esterno. Quando la vita è condotta alla luce dei valori, si prova un senso di vitalità, di gioia e ricchezza. L’autore ci ricorda la storia del suo amico Fred, imprenditore che ad un certo punto della vita aveva perso tutto. In cerca di un lavoro qualsiasi per sostentare la famiglia, si era adattato a fare il guardiano in un collegio, badando alla sicurezza dei ragazzi e dormendo fuori per cinque notti la settimana. Un lavoro molto lontano insomma da ciò che erano le sue capacità e competenze. Si era appassionato però ai ragazzi tanto da dedicare loro del tempo extra diventando un vero e proprio punto di riferimento all’interno del college. Fred aveva mantenuto quel lavoro sino al giorno in cui aveva poi trovato un impiego per l’organizzazione di un festival locale, che più si confaceva alle sue abilità e intime ambizioni. Fred è un buon esempio di cosa significhi vivere secondo ciò che è importante e che può essere un sostegno valido nei momenti di difficoltà della vita. 6) Azione impegnata: una vita ricca si crea solo attraverso l’azione efficace e diretta ad uno scopo, motivata dai propri valori. Per azione impegnata si intende un’azione ripetuta nel tempo a prescindere da sbagli ed errori. Una volta stabilito che direzione si vuole dare alla propria vita, cosa conta davvero, bisogna porsi un obiettivo e poi agire. Dice Harris che sia meglio iniziare con degli obiettivi piccoli, facili che siano coerenti con uno o più valori. Questo perché raggiungere un obiettivo facilmente può alimentare la fiducia in se stessi e allo stesso tempo essere molto gratificante perché in linea con le cose che contano davvero. Dopo aver così iniziato è poi utile porsi degli obiettivi a breve termine, medio termine e lungo termine. «È qui che osi pensare in grande, cosa ti piacerebbe raggiungere nei prossimi cinque anni?» Per migliorare l’efficacia di una azione impegnata può essere utile anche una visualizzazione, ossia l’applicazione della fusione a un pensiero, o immagine che sia utile concentrandosi principalmente sulle azioni da intraprendere. Una vita degna di essere vissuta. L’autore ci ricorda nelle pagine finali del suo libro come la società occidentale sia tutta orientata al successo, misurato in termini di status sociale e di ricchezza economica. Generalmente le persone non sono in contatto coi propri valori profondi, ma vivono inseguendo obiettivi di guadagno o di carriera a volte a discapito degli affetti o della nostra salute. La vera felicità, ci ricorda R. Harris, sta nell’apprezzare il nostro presente e quello che già abbiamo, creando obiettivi per noi significativi e in linea coi nostri valori, creando cioè obiettivi che ci permettano di andare nella direzione di chi vogliamo essere. Il rischio nel non fare questo ci mette nella condizione di essere perennemente infelici, perché delegare la nostra felicità a scopi poco significativi non appaga davvero, e una volta che un traguardo sarà raggiunto non avremo ricavato da questo la felicità perenne che speravamo e ce ne servirà un altro, per ricadere poi nello stesso tranello. Citazioni «Generalizzando brutalmente, gli uomini sono molto meno capaci delle donne di ammettere le loro preoccupazioni più profonde perché gli è stato insegnato a essere stoici, a reprimere i loro sentimenti e a nasconderli.» «Il grado di controllo che possiamo esercitare sui nostri pensieri e sulle nostre emozioni dipende in gran parte da quanto sono intensi e dalla situazione in cui ci troviamo: meno le emozioni sono intense e meno la situazione è stressante, più controllo abbiamo.» «Accettare te stesso significa sentirti bene con quello che sei. Trattarti con gentilezza. Accettare che sei un essere umano, e in quanto tale imperfetto. Concederti di combinare pasticci, sbagliare e imparare dai tuoi errori.» Perché leggere questo libro: Perché questo libro è un successo planetario. Perché parla della nostra esistenza e degli ostacoli che tutti affrontiamo, delle credenze che la nostra mente mette in atto, facendoci credere che la vita dovrebbe invece essere un’oasi di felicità. Perché puoi imparare come distanziarti dai pensieri che non ti sono utili e che ti fanno soffrire, accogliendo invece le emozioni come parte integrante di una vita ricca e degna di essere vissuta. Questa scheda è stata realizzata da: Elisa Migliorini Categoria Mindfulness & Felicità