È tutto perfetto così com’è


Marco Valerio Ricci, È tutto perfetto così com’è, Anteprima

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia, Crescita & Sviluppo

L’intento dell’autore in questo libro è quello di scoprire cosa fa la differenza in un percorso di coaching per poter cambiare il proprio destino. Grazie al metodo di coaching D-K.a.l.t Yourself, l’autore propone una visione olistica del cambiamento,...




Marco Valerio Ricci, È tutto perfetto così com’è, Anteprima

Perchè leggere questo libro

Perché il metodo presentato passa attraverso l’accettazione dei propri limiti. Perché mostra un modo pratico di lavorare con i 6 livelli logici di Robert Dilts. Perché amalgama diversi strumenti di PNL in un percorso di coaching. Perché, come dice...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "È tutto perfetto così com’è" di Marco Valerio Ricci è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








Marco Valerio Ricci, È tutto perfetto così com’è, Anteprima

Riassunti di libri di crescita personale


Marco Valerio Ricci, È tutto perfetto così com’è, Anteprima Chi è l’autore? Marco Valerio Ricci è uno dei trenta Master Trainer di PNL al mondo riconosciuti da Richard Bandler e dal 2005 è uno dei suoi assistenti internazionali. Ha creato il metodo di coaching D-K.a.l.t Yourself. Presiede l’Accademia dei Coach, società volta a ricercare, sviluppare ed erogare modelli di coaching e training di eccellenza per business, vita e sport. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autore in questo libro è quello di scoprire cosa fa la differenza in un percorso di coaching per poter cambiare il proprio destino. Grazie al metodo di coaching D-K.a.l.t Yourself, l’autore propone una visione olistica del cambiamento, fatto di induzioni già pronte, domande e esercizi guidati a svelarsi e crescere. Questo libro insegna: Quando inizia il viaggio? Il viaggio – ci fa notare l’autore – non inizia al momento della partenza, né quando si inizia a progettarlo. Il viaggio inizia «nel momento in cui si genera l’emozione». È grazie all’emozione che tutto parte, che la motivazione si scatena: quell’emozione che produce la spinta per viaggiare. Il vero motivo per agire è un’e-mozione, cioè un qualcosa che ci smuove. Il modo migliore per comprendere la propria motiv-azione è, per Ricci, chiedersi perché vogliamo viaggiare. Ricercando lo “stato interiore” che ci smuove potremo agire. A chi non fa comodo avere più soldi? I soldi non attirano solo per averne di più, l’emozione positiva deriva dal sapere cosa ci faremmo con i soldi. Vincere lo scudetto non porta solo prestigio alla propria città ma rinforza il desiderio di far parte di una comunità e di provarne orgoglio. Le domande. Per accedere al giusto livello di motivazione, l’autore suggerisce di usare le domande che guidano a formulare un buon obiettivo e un buon obiettivo rispetta le indicazioni dell’acronimo PURE SMART (rifacendosi al classico acronimo SMART): P-ositivo, espresso in positivo; U-you, che inizia sulla base delle risorse della persona; R-eale, per cui l’obiettivo è della persona; E-cologico, che tiene conto degli effetti sistemici del cambiamento atteso; S-pecifico, per conoscerlo nei dettagli; M-isurabile, per poter effettuare verifiche; A-zione, perché senza di essa non si raggiunge l’obiettivo; R-ealistico, perché deve poter essere realizzato; T-empo, per definirlo sulla scala dei tempi. Il metodo di Coaching D-K.a.l.t Yourself. È il percorso di scoperta, accettazione e azione proposto dall’autore. I passaggi sono i seguenti: 1. Discover Yourself (Scopriti), 2. Know Yourself (Conosciti), 3. Accept Yourself (accettati), 4. Love Yourself (Amati) e 5. Trance-form Yourself (Trance-Formati). Discover. Quale realtà vive la persona? Chi è veramente? Si conosce al di là della maschera (persona) che mostra al mondo quotidianamente? Secondo l’autore, è solo nell’azione che possiamo conoscerci veramente. Spesso le persone sanno cosa dovrebbero fare ma non lo fanno, perché? Si chiede Ricci. Know. Perché le persone non si conoscono veramente. Le domande del mattino e della sera suggerite dall’autore nel libro portano a conoscersi, qui eccone alcune: Per che cosa sono entusiasta oggi? Per che cosa sono grato oggi? A chi o cosa sento di dover dire grazie? Quali sono le persone a cui voglio bene? Per chi sono importante io? Cosa mi emoziona nella vita? Chi mi trasmette amore? E la sera, ci si può chiedere: Come ho reso speciale la giornata di oggi? In che modo sono cresciuto? Cosa ho fatto per avvicinarmi ai miei obiettivi? Accept. Nel dizionario “accettare” significa “acconsentire a fare ciò che viene offerto”, “accogliere”, “ammettere”. Ma il verbo “accettare” cade in quelle ambiguità linguistiche per cui “accettare” vuol dire anche “troncare nettamente in due parti”. A volte, ci insegna l’autore, per accettare sé stessi è necessario separare nettamente la persona che eravamo dalla persona che vogliamo essere. Se, per esempio, una persona vuole smettere di fumare ma ricade nel cercare le sigarette in tasca è perché ha ancora presente in sé l’Immagine residuale di chi era. Di per sé questo non è un problema, ci dice Ricci, è normale. Lo diventa se quella persona continua a mantenere un gancio con il passato, proprio grazie a quella Immagine residuale che coltiva. Love e l’immagine residuale. È quella persona che non siamo più ma che ha ancora il potere di influenzare la persona che agisce oggi. Può essere il “negativo” (come nei rullini) che mostra cosa non si vuole più essere, oppure può essere nascosta – inconsapevole – nei vari comportamenti. E allora, come si fa a liberarsi della propria immagine residuale di chi non si vuole più essere ma che ancora resta presente inconsciamente? Non è certo negandola ma, suggerisce Ricci, lasciandola andare, proprio come Hermann Hesse in Siddharta disse «Nel momento in cui Siddharta accettò il proprio destino, in quel momento smise di soffrire.» Trance-formation. La trance-formazione è l’acquisizione di una nuova forma e che avviene attraverso l’alterazione di uno stato di coscienza (ipnosi o auto-ipnosi). Nel capitolo l’autore propone due induzioni ipnotiche per rilassarsi e immaginare di scoprire le proprie risorse. La trasformazione deve avvenire – come suggeriva già Einstein – a un livello diverso dal quale sorge il problema. Per “livelli logici”, Ricci fa riferimento al lavoro di Robert Dilts che, a sua volta, si basò sulle rappresentazioni elaborate da Gregory Bateson. I 6 livelli logici sono 1. Ambiente (dove?), 2. Comportamento (come?), 3. Capacità /potenzialità (cosa?), 4. Convinzioni e valori (perché?), 5. Identità (chi?), 6. Spiritualità (per quale scopo?). Una persona che non si trova bene in ufficio, in un primo momento potrebbe pensare che sia colpa dell’ambiente e voler cambiare. Ma, esplorando i vari livelli logici, potrebbe rendersi conto che non è l’ufficio o i colleghi, ma potrebbe essere lui a dover lavorare sulle proprie potenzialità o a livello di convinzioni. Durante lo stato di rilassamento suggerito dall’autore per indurre la trasformazione (trance-formation), sarà quindi utile cercare le risorse a livello del problema. Nel caso della persona in ufficio, dopo aver scoperto dove giace la lacuna, potrà farsi domande per ricercare le risorse e quindi colmarle. A volte, è necessario analizzare fino al livello della spiritualità per scoprire quale alto scopo ci motiva a migliorarci, a quale sistema più ampio vogliamo sentirci appartenere e cosa dà uno scopo alle nostre azioni. Citazioni: «È solo nell’azione che posso conoscermi.» «Inizia a camminare per la stanza senza una meta precisa. […] Dopo un po’ riprendi a camminare, ma questa volta dirigiti verso un punto. […] Cosa hai notato? Come sono cambiati il tuo appoggio del piede, la tua postura, la tua velocità, la tua ampiezza di passo?» «Il talento nasce da una reazione a uno stato di bisogno, o a una mancanza.» «Ringrazio questo limite perché so che mi ha permesso di diventare la persona che sono oggi; chiedo al mio inconscio di lasciar andare questa limitazione del passato e di supportarmi nel divenire la persona che merito di essere a partire da questo momento.» «Il Coach deve aiutare la persona a individuare il livello logico appropriato alla risoluzione del conflitto o al raggiungimento dell’obiettivo.» «L’ipnosi sarà dunque un modo per confermare, ampliare e codificare a livello inconscio il cambiamento che in realtà hai già avviato dentro di te.» Perché leggere questo libro: Perché il metodo presentato passa attraverso l’accettazione dei propri limiti. Perché mostra un modo pratico di lavorare con i 6 livelli logici di Robert Dilts. Perché amalgama diversi strumenti di PNL in un percorso di coaching. Perché, come dice l’autore, nel coaching non si è un “paziente” che “pazienta”, ma si è “partner” nella propria trance-formazione. Questa scheda è stata realizzata da Francesca R. Categoria: Comunicazione & Psicologia, Crescita & Sviluppo