La via della leggerezza


Franco Berrino, Daniel Lumera, La via della leggerezza, Mondadori

Crescita Personale, Mindfulness & Felicità, Salute & Benessere

L'intento degli autori è quello di sensibilizzare i lettori sul concetto di leggerezza, intesa non solo come peso corporeo e massa grassa, ma come una condizione esistenziale, che coinvolge mente, cuore e spirito. La leggerezza di chi sa vivere...




Franco Berrino, Daniel Lumera, La via della leggerezza, Mondadori

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Perchè leggere questo libro

Perché è un best seller che ha rivoluzionato l'approccio alla pesantezza del corpo e della vita, fornendo ai lettori una ricca bibliografia scientifica, diverse ricette, esercizi e piccoli rituali quotidiani per conquistare una leggerezza fisica e interiore...


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Franco Berrino, Daniel Lumera, La via della leggerezza, Mondadori

Riassunti di libri di crescita personale


Franco Berrino, Daniel Lumera, La via della leggerezza, Mondadori Chi sono gli autori? Franco Berrino, medico, patologo, epidemiologo, dirige il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano. Ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e in Europa. Ha portato avanti un intenso percorso di studi per indagare il rapporto fra stile alimentare, livelli ormonali e successiva incidenza del cancro, conducendo diverse sperimentazioni sullo stile di vita per prevenire l'incidenza del cancro al seno e delle sue recidive (progetti DIANA). Daniel Lumera è docente, scrittore, conferenziere internazionale, esperto nell’area delle scienze del benessere, della qualità della vita e nell’educazione alla consapevolezza. È l’ideatore del metodo My Life Design®, il disegno consapevole della propria vita professionale, sociale e personale; un percorso formativo diventato sistematico grazie alla collaborazione con Università, enti di ricerca del Sistema Sanitario Nazionale e la G.U.N.I. UNESCO, ed applicato a livello internazionale in aziende pubbliche e private, al sistema scolastico, penitenziario e sanitario. Qual è l’intento degli autori? L'intento degli autori è quello di sensibilizzare i lettori sul concetto di leggerezza, intesa non solo come peso corporeo e massa grassa, ma come una condizione esistenziale, che coinvolge mente, cuore e spirito. La leggerezza di chi sa vivere autenticamente, senza rimanere attaccato al passato, di chi sa davvero amare, perdonare, provare gratitudine, guarire le proprie ferite più profonde, cogliere ovunque la bellezza del creato, divenendone testimone consapevole. Gli autori rammentano che è necessario creare un nuovo equilibrio, che parte da un lavoro sulla propria personalità, dal rapporto con sé stessi, con il proprio corpo, con il mondo esterno e che permette di rimuovere i meccanismi inconsapevoli di tipo difensivo o compensativo che causano l'accumulo di grasso nel corpo e una sensazione di pesantezza. Questo libro insegna: Sindrome metabolica. Gli autori spiegano che è una condizione definita dalla presenza di tre o più dei seguenti tratti: obesità addominale, con circonferenza vita > 85 cm per le donne e > 100 cm per gli uomini; pressione arteriosa elevata, con minima > 85 mmHg e massima > 135 mmHg; glicemia elevata, > 100 mg/100 ml; trigliceridi alti, > 150 mg/100 ml; colesterolo HDL basso, < 50 mg/100 ml nelle donne e < 40 negli uomini. La sindrome metabolica (SM) è associata a numerose malattie: cancro, diabete, steatosi non alcolica, patologie cardiovascolari, artriti, psoriasi, infertilità, ecc.. Fattori ambientali che favoriscono lo sviluppo della SM: acidi grassi saturi (di carni rosse e latticini), acidi grassi trans (delle margarine e della pasticceria industriale), cibi ad alto indice glicemico (farine raffinate, patate e zuccheri), bevande zuccherate / "zero" / alcoliche, eccesso di proteine / di sale, vita sedentaria. Fattori ambientali che prevengono lo sviluppo della SM: dieta mediterranea tradizionale, dieta vegetariana, grassi omega 3 (pesce), grassi monoinsaturi (olio di oliva), esercizio fisico quotidiano. Il vantaggio dell’insoddisfazione. Gli autori spiegano il meccanismo per cui la società umana sopporta il peso dell’anima: «la società dei consumi cresce se i consumi aumentano, muore se i consumi diminuiscono; deve quindi promuovere i consumi tra i cittadini. E chi è contento e soddisfatto da quello che ha, consuma molto poco. Il cibo spazzatura consola momentaneamente, ma non soddisfa, fa ingrassare, ammalare e aumenta l’insoddisfazione (e il PIL), in un circolo vizioso che appesantisce corpo e spirito». L’immenso mercato della tristezza propone tranquillanti, antidepressivi, ansiolitici, tutti psicofarmaci che hanno il pregio economico di non guarire e di creare dipendenza. Secondo gli autori, per uscire da questo circolo occorre vivere consapevolmente, meditare, pregare, amare, privilegiare il cibo (e la vita) naturale rispetto a quello industriale, ultraprocessed e stare lontani da pubblicità, immagini, suoni, spettacoli, giochi, letture distraenti che non lasciano tempo per riflettere. Cosa rappresenta il grasso in eccesso? Come riferiscono gli autori, nel corpo fisico il grasso in eccesso e la sensazione di pesantezza possono derivare da molti fattori: regime alimentare sbagliato, sedentarietà, squilibri metabolici, ma anche squilibri relazionali, emozionali e mentali. L'origine del problema può essere ricercato nella difficoltà di riconoscere la propria identità, il proprio valore, i propri confini fisici e psicologici. Il cibo in eccesso è, in molti casi, assunto come surrogato per mettere a tacere temporaneamente emozioni, percezioni e pensieri che non siamo in grado di gestire e affrontare. In questi casi il cibo ha due principali funzioni: 1) anestetico e sedativo per non percepire rabbia, frustrazione, ansia, vuoto, tensione, conflitto; 2) gratificazione momentanea quale surrogato di altri piaceri apparentemente inaccessibili: sessuali, relazionali, lavorativi, esistenziali. Gli autori suggeriscono di considerare qualsiasi stato di malessere una sorta di "fame di qualcosa" (amore, pace, sicurezza, dolcezza, equilibrio, accettazione, riconoscimento, ecc..) e il cibo come il farmaco in grado di saziare questo appetito e di non far percepire la sofferenza. Il grasso accumulato in questo modo trova la sua origine nel bisogno, più che nel piacere e nel buon gusto. Il primo passo per vivere nella leggerezza è imparare a distinguere e acquisire consapevolezza dei propri reali bisogni e saperli soddisfare correttamente. La leggerezza come forma di intelligenza. Gli autori riferiscono che esistono cinque tipi di intelligenza: biologica, emozionale, mentale, artificiale e spirituale; sono interdipendenti e interconnessi tra loro, ciascuno dei quali corrisponde ad un binomio specifico. Intelligenza mentale: definibile in What I think - How to Learn, caposaldo della corrente razionalista, non è sufficiente, da sola, a garantire l'armonia e l'equilibrio necessari all'essere umano per comprendere il senso della vita. Intelligenza biologica: risponde al binomio What I do - How to live, ovvero all'esigenza del saper fare per sapere come vivere. Riguarda principalmente i processi endogeni relativi alle funzioni vitali del nostro organismo, ma anche la funzionalità fisica esterna (manualità, tecnicità e capacità di perfezionamento che possiamo raggiungere attraverso i movimenti e le abilità del corpo). Intelligenza emotiva: risponde al binomio What I feel - How to love e sviluppa il sentire per capire come amare. Può definirsi come la capacità di controllare sentimenti ed emozioni propri e altrui, distinguere tra di essi e utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni. Intelligenza artificiale: definisce la ricostruzione, attraverso programmi e macchine, di funzioni intellettive tipiche della mente umana (percettive, decisionali, di contestualizzazione, di adattamento, ecc.). Risponde ad un binomio profondo dell'essere umano: creare a propria immagine e somiglianza, che si può riassumere nel binomio To create - What I create. Gli autori sensibilizzano i lettori sull'influsso che hanno le tecnologie sulla salute dell'uomo (obesità, problemi posturali muscolo-scheletrici, stanchezza visiva, attenuazione della capacità uditiva, esposizione a radiazioni elettromagnetiche, infertilità, ecc.) e mettono al corrente sulle nuove patologie digitali, sempre più diffuse e pericolose, in quanto saziarsi di vita artificiale allontana dal mondo reale. Intelligenza spirituale: Who I am - How to be; queste domande riguardano il saper essere e la consapevolezza di sé stessi e del significato, scopo e proposito della propria esistenza; il che ci porta a comprendere che dal benessere degli altri deriva anche il nostro benessere e che non possiamo più ignorare le esigenze del pianeta nella sua globalità. Il principio di responsabilità appartiene a quell'aspetto dell'intelligenza spirituale che trasforma il destino in una scelta. Dieta digitale. Al fine di ridurre l'intossicazione e la pesantezza causata dai dispositivi digitali, gli autori suggeriscono di: selezionare accuratamente le informazioni digitali con le quali nutrirci; allontanare i cellulari dalla propria stanza da letto; praticare il digiuno digitale, cioè scegliere un giorno alla settimana da trascorrere interamente senza l'utilizzo di fonti digitali (cellulari, PC, TV, ecc.); camminare dentro un bosco secolare o meglio ancora fare dei bagni nella foresta (Shinrin-Yoku). Il potere del perdono. Gli autori affermano che il perdono è un atto che serve a migliorare la qualità della nostra vita, permettendoci di ammalarci di meno e di essere più in equilibrio, dal punto di vista fisico, psichico ed emozionale. Soprattutto, il perdono è uno strumento che ci permette di ridefinire noi stessi e di sviluppare un maggior potere personale. Come chiariscono gli autori, perdonare non significa: dimenticare, giustificare l'altra persona, riconciliarsi ad ogni costo, non agire e accettare passivamente le circostanze o rassegnarsi ad esse. Il perdono è la condizione che ci riporta all'integrità, che ci permette di essere felici e leggeri, liberando il passato da tutti i contenuti di dolore e sofferenza. Come riconquistare leggerezza, libertà e forza con il decluttering. Gli autori riferiscono che mettere ordine e alleggerire la propria casa significa riordinare e portare leggerezza nel proprio spazio interiore, nelle relazioni e nella propria vita. La casa rappresenta un’estensione della nostra pelle, un confine materiale, psichico, emozionale e spirituale attraverso il quale ci separiamo dall’esterno, e al contempo definiamo e proteggiamo la nostra identità. La casa è espressione del nostro essere, della nostra intimità, delle nostre aspirazioni, ma anche delle paure e delle mancanze, dei desideri, dei bisogni, delle necessità più inconsapevoli. Come fanno notare gli autori, il disturbo di accumulo è strettamente correlato con: obesità, ansia, insicurezza, timidezza, confusione mentale, timore, paura del cambiamento, scarsa autostima. Sia il grasso sia gli accumuli di oggetti svolgono la funzione di riserva contro le avversità, ma anche di protezione, rifugio, zavorra. Come spiegano gli autori, il decluttering è un insieme di principi e tecniche per eliminare tutti gli oggetti in eccesso che appesantiscono i nostri spazi e le nostre vite. Questa parola inglese deriva da "clutter", ossia "accumulo disordinato di oggetti. Il de-cluttering quindi è la rimozione di tali accumuli. Se in molti casi, gli accumuli nascono semplicemente per problemi pratici e organizzativi, in altri sono legati a meccanismi psicologici che coinvolgono i nostri istinti e bisogni più profondi, la nostra visione di noi stessi e della vita. In questi casi, il decluttering può fare di più che aiutarci a recuperare spazio e ordine: può aiutarci a conquistare libertà, leggerezza e forza non solo in casa, ma nella vita. Può essere un percorso di trasformazione profonda che ci porta a liberarci dalle paure e dalle sofferenze che ci hanno tenuti imprigionati per anni. Il decluttering può essere definito una "palestra psicologica", che ci dà la possibilità di confrontarci con le resistenze e le emozioni negative che emergono di volta in volta in modo graduale, non traumatico e personalizzato. Il vantaggio del decluttering sta nel fatto che ci porta a lavorare parallelamente su vari fronti: la riconquista graduale dello spazio esteriore procede insieme a un rafforzamento dell'identità interiore. Un decluttering veramente utile lo è su entrambi i piani: materiale e psicologico. E questo può aiutare a ritrovare libertà e leggerezza nei propri spazi e anche nel proprio corpo, perché aiuta a ritrovarle nell'anima. Gli autori elargiscono i principi fondamentali del decluttering: 1) Non liberiamo lo spazio occupato, ma smettiamo di portare in casa nuovi oggetti superflui, che lo occuperanno ancora di più. Il primo problema da risolvere non è la paura di eliminare, bensì l'impulso di comprare e raccogliere. 2) Non iniziamo mai dagli oggetti più "difficili". Partire prima da quelli che si possono eliminare con disagio minimo o nullo. 3) Procediamo in modo costante ma graduale, come in una maratona. 4) Usiamo le esperienze passate per riportare alla realtà le nostre aspettative emotive. Ripensa agli oggetti persi o eliminati in passato: in realtà non ci sono serviti. 5) Quando sentiamo per un oggetto un attaccamento emotivo simile a quello che potremmo provare per una persona o per un animale, possiamo facilitare il distacco parlandogli come se fosse animato. Possiamo ringraziarlo per il servizio reso, per i bei momenti passati insieme, possiamo salutarlo e augurargli il meglio per il futuro. 6) Se l'obiezione all'eliminazione di un oggetto è di tipo più pratico, ossia che sarebbe uno spreco o una mancanza di rispetto, ricordiamoci che lo possiamo regalare a chi ne ha bisogno, vendere o barattare. 7) Cerchiamo l'appagamento nelle esperienze anziché nelle cose. Le esperienze appaganti, rispetto all'acquisto di nuovi oggetti, danno una sensazione di benessere più profonda e durevole, più integrale alla nostra identità. Più riempiamo la nostra vita di esperienze appaganti, meno abbiamo bisogno di riempirla di oggetti pesanti. Citazioni: «Per alleggerire il nostro corpo dobbiamo mangiare cibi, non trasformazioni industriali dei cibi, cibo vero, non cibo in scatola, mangiare con moderazione e prevalentemente vegetali. Per alleggerire la nostra anima dobbiamo privilegiare la vita semplice, naturale, consapevoli della bellezza di ogni atto quotidiano, piuttosto che la vita organizzata da agenzie di divertimento, acquisti, viaggi, spettacoli, televisione.» «La via del rito è esattamente questo: compiere gli stessi gesti con una precisa attitudine interiore. La differenza non è in ciò che si compie, ma in come lo si abita.» «La più semplice e potente preghiera a noi nota consiste in una sola parola: “Grazie”.» «Essere in armonia con l’invisibile è una condizione necessaria per avere accesso alla percezione e alla comprensione della natura della bellezza che esiste fuori e dentro di noi.» «Il bosco è un maestro. Ci spoglia lentamente, senza che ce ne rendiamo conto. Mentre avanziamo, passo dopo passo, la nostra mente si denuda: cadono le foglie dei pensieri, cadono i veli delle preoccupazioni, anche quelli più intimi. Solo a quel punto ci si accorge che è nudo anche il bosco, vestito solo della sua bellezza.» Perché leggere questo libro: Perché è un best seller che ha rivoluzionato l'approccio alla pesantezza del corpo e della vita, fornendo ai lettori una ricca bibliografia scientifica, diverse ricette, esercizi e piccoli rituali quotidiani per conquistare una leggerezza fisica e interiore tutta nuova. Perché è un libro che cambia il punto di vista sul benessere psicofisico, mostrando il legame indissolubile tra i chili in eccesso e il peso interiore, tra approccio all'alimentazione e approccio alla vita, tra cibo per il corpo e cibo per lo spirito. Questa scheda è stata realizzata da Gabriele Savino Categoria: Salute & Benessere, Mindfulness & Felicità