Why isn't my brain working (Parte 2)


Datis Kharrazian, Why isn’t my brain working – parte 2, Elephant Press edizioni

Crescita Personale, Salute & Benessere

Nella seconda parte del libro – il cui titolo tradotto risulterebbe “Perché il mio cervello non sta funzionando?” - l'autore illustra più in dettaglio i metodi naturali e gli integratori con cui prevenire, rallentare e invertire la degenerazione...




Datis Kharrazian, Why isn’t my brain working – parte 2, Elephant Press edizioni

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Perchè leggere questo libro

Perché vale la pena leggere una ad una le numerose storie di guarigioni presenti al suo interno. Perché contiene dettagliati consigli sui rimedi naturali utili per la salute cerebrale. Perché il Dr. Kharrazian affronta ogni genere di problematica inerente...


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Datis Kharrazian, Why isn’t my brain working – parte 2, Elephant Press edizioni

Riassunti di libri di crescita personale


Datis Kharrazian, Why isn't my brain working – parte 2, Elephant Press edizioni Chi è l’autore? Datis Kharrazian è un ricercatore clinico, Dottore in chiropratica/nutrizione/scienze mediche, professore accademico e medico funzionale, tra i massimi esperti mondiali sulla salute del cervello. Ha pubblicato numerosi libri e ricerche, inoltre possiede uno studio privato in California dove cura in modo naturale chi soffre di patologie croniche. Qual è l’intento dell’autore? Nella seconda parte del libro – il cui titolo tradotto risulterebbe “Perché il mio cervello non sta funzionando?” - l'autore illustra più in dettaglio i metodi naturali e gli integratori con cui prevenire, rallentare e invertire la degenerazione cerebrale. Fermo restando che quelli del Dr. Kharrazian vanno presi come suggerimenti, e non come indicazioni mediche. Questo libro insegna: Le terapie alternative. Tra i vari mezzi capaci di stimolare i recettori cerebrali troviamo la musica, lo yoga, il massaggio, l'agopuntura e le manipolazioni chiropratiche. Non occorre chiedersi quanto una terapia sia efficace, ma piuttosto se sia in grado di impattare in modo positivo su specifiche aree cerebrali laddove necessario. Qualsiasi genere di stimolazione sensoriale può risultare utile se sentiamo che il nostro sistema nervoso non sta funzionando a dovere: al di là delle attività già menzionate sopra, si può svolgere regolare esercizio fisico, suonare uno strumento musicale, dedicarsi a un hobby, utilizzare l'aromaterapia e tutto ciò che ci fa sentire bene e che può impattare positivamente sulla salute del nostro cervello. Si è visto che questo genere di attività migliora il sistema immunitario, l'umore, l'energia, la digestione, la regolazione ormonale e molti altri parametri corporei. L'effetto placebo. L'effetto placebo merita un discorso a parte. Si tratta di un meccanismo cerebrale scientificamente chiamato psico-neuroendocrino-immunologia, che riconosce l'influenza della mente sulla fisiologia umana. In parole semplici: la mente è espressione delle funzioni cerebrali, perciò una persona con una buona salute cerebrale e uno stile di vita sano è in grado di rispondere meglio a un'eventuale terapia, poiché capace di creare una reazione neurofisiologica più efficace. Un cervello degenerato e infiammato, invece, fatica a migliorare proprio a causa della sua instabilità. (Per approfondimenti sull'argomento, si consiglia anche la lettura della scheda libro Effetto placebo). DHA e EPA. L'EPA aiuta a ridurre e prevenire le infiammazioni, mentre il DHA ha più efficacia sulla salute cerebrale; conoscendo l'azione dei due acidi grassi, è possibile scegliere l'integratore più adatto alle proprie necessità, con concentrazioni maggiori di uno o dell'altro: se l'obiettivo è ridurre un'infiammazione, meglio assumere olio di pesce con alte dosi di EPA; viceversa, se lo scopo è migliorare la salute del cervello, allora occorre olio di pesce ricco di DHA. L'autore ha notato che le persone con squilibri neurochimici come depressione, sbalzi di umore, bipolarismo o scarsa memoria ricevono grandi benefici da integratori in cui il rapporto DHA:EPA è compreso tra 10:1 e 20:1. Gestire la perdita di tolleranza chimica. Oltre che controllare i livelli di glutatione, il Dr. Kharrazian propone un metodo condensato per gestire la perdita di tolleranza chimica e per attenuare le infiammazioni che influiscono negativamente sul cervello. Ecco il processo in breve: 1) Primo step. Il primo passo è l'assunzione di resveratrolo e curcumina (fino a 400 mg del primo e fino a 800 della seconda al dì, anche se le quantità possono variare in base alle necessità). Si può aggiungere anche la vitamina D, in dose consigliata tra i 5.000 e i 10.000 IU al giorno. Il tutto deve essere accompagnato da una dieta anti-infiammatoria (vedi paragrafi più in basso). 2) Secondo step. L'autore suggerisce di aggiungere a quanto sopra alcuni nutrienti per supportare la riparazione/detossificazione dell'intestino e per ripristinare una flora intestinale sana. 3) Terzo step. In genere ci vogliono circa 30-60 giorni per calmare l'infiammazione: quando ciò avviene, si dovrebbero notare miglioramenti quali: riduzione del gonfiore di stomaco; meno intolleranza chimica/sintomi autoimmuni; perdita di peso (se necessaria); meno dolori cronici e sfoghi della pelle; miglioramento dell’umore. Solo a questo punto, si possono aggiungere dei nutrienti per la disintossicazione del fegato. La chelazione. La terapia chelante viene utilizzata per curare le intossicazioni da metalli pesanti, mediante l'impiego di sostanze chimiche che si legano al metallo e lo eliminano dall'organismo. L'autore sconsiglia di sottoporsi a questo tipo di terapia in caso di perdita di tolleranza chimica, in quanto i metalli pesanti potrebbero infiltrarsi nel cervello, promuovendo tossicità, infiammazione e neurodegenerazione. Pertanto, la chelazione dovrebbe essere intrapresa soltanto con persone dotate di una barriera immunitaria integra e buoni livelli di glutatione. Evitare il glutine. Nel mondo ci sono sempre più persone sensibili o intolleranti al glutine (celiache), poiché il glutine che consumiamo oggi è differente da quello di una volta: ibrido, deamidato e in grado di scatenare reazioni autoimmuni, specialmente a carico del sistema nervoso. Un test di intolleranza al glutine completo deve comprendere tutti i parametri più importanti, quali alfa gliadina, omega gliadina, gamma gliadina, TG2, TG3, TG6. Se si scopre di essere intolleranti a questa proteina, eliminarla dalla propria dieta (prestando attenzione anche alle reazioni crociate con alimenti simili) può fare una notevole differenza sul benessere del sistema nervoso. Ridurre la permeabilità intestinale. Come si è visto nella prima parte del libro, esiste una connessione cervello-intestino, quindi dal benessere di uno dipende quello dell’altro. Se si soffre di permeabilità intestinale (leaky gut) o di reattività crociata a causa di alcuni cibi, possono aiutare questi accorgimenti: a) mangiare spesso per non avere cali glicemici; b) consumare pochi carboidrati (la dose è soggettiva); c) evitare gli zuccheri e la frutta molto zuccherina; d) limitare il consumo di patate, pomodori, funghi, cereali, latticini,uova, soia, alcol; d) evitare cibi contenenti lectina e cibi lavorati o in scatola; e) consumare verdure (limitando quelle indicate sopra), cibi fermentati, carne e pesce bio, frutta a basso indice glicemico, cocco e derivati, tisane alle erbe, olive e olio d'oliva. È buona norma anche sottoporsi a un test delle intolleranze per verificare quali cibi causano reazioni ipersensibili nel nostro corpo. Tra i numerosi nutrienti consigliati per ridurre l'infiammazione intestinale e regolare il sistema nervoso enterico ci sono la glutammina, l'estratto di foglie di aloe, i probiotici, l'acido caprilico e gli estratti di aglio, origano e foglie di olivo. Stimolare il nervo vago. Sapendo che la salute dell'intestino impatta su quella del cervello (e viceversa), occorre anche sapere che il nervo vago gestisce la comunicazione tra i due, e sintomi di un suo malfunzionamento includono costipazione, scarsa produzione di enzimi digestivi, gonfiore, cattiva digestione e problemi di fegato. Si può migliorare la plasticità del nervo vago svolgendo per alcune settimane dei semplici esercizi, quali: a) ingerire grandi sorsi d'acqua mediante gargarismi prolungati e profondi; b) cantare a voce alta per esercitare i muscoli sul retro della gola; c) appoggiare un bastoncino in fondo alla lingua e spingerlo verso il basso per attivare più volte il riflesso faringeo. Stabilizzare la glicemia. Bilanciare i livelli degli zuccheri nel sangue è vitale per la salute del cervello, spiega Kharrazian; ci sono vari sintomi che indicano una sofferenza cerebrale dovuta proprio agli sbalzi glicemici: energia che aumenta dopo aver mangiato, desiderio di dolciumi tra i pasti, nervosismo se si rimane a lungo senza cibo, dipendenza da caffè e zucchero, tremore, nervosismo, scarsa memoria, visione sfocata. L'insulino-resistenza può causare invece stanchezza generale, sonnolenza dopo i pasti, fame e sete costanti, voglia di dolciumi dopo aver mangiato, urinazione frequente, difficoltà a perdere peso. Ecco alcuni suggerimenti per stabilizzare la glicemia e alleviare i sintomi di cui sopra: a) inserire nella colazione proteine e grassi di alta qualità; b) se si soffre di ipoglicemia, fare ogni due-tre ore piccoli pasti contenenti proteine e grassi sani; c) trovare la propria soglia di tolleranza ai carboidrati (anche con l'aiuto di un glucometro), e rispettarla; d) non mangiare cibi ad alti carboidrati senza associarli a fibre, grassi o proteine (per evitare lo shock insulinico); e) non mangiare dolciumi prima di andare a dormire, per evitare crolli glicemici notturni; f) limitare succhi di frutta e carota, oltre che caffeina; g) seguire una dieta bilanciata, contenente grassi e carni di qualità; h) eliminare gli allergeni e i cibi a cui si è intolleranti. Nutrienti per stabilizzare la glicemia. L'autore approfondisce l'argomento consigliando ulteriori nutrienti a sostegno della glicemia: 1) Per l'equilibrio glicemico. Una dieta come da paragrafo precedente è ciò che più può influire positivamente sull'equilibrio glicemico. 2) Per l'ipoglicemia. Tra i composti utili troviamo cromo, ghiandole surrenali bovine, inositolo, L-carnitina, CoQ10. 3) Per l'insulino-resistenza. Cromo, vanadio, acido alfa lipoico, vitamina E, magnesio, biotina, zinco, niacina, gomma di guar, fungo Maitake, pectina. Tamponare lo stress. Per ridurre i livelli di stress è necessario intervenire su più fronti: sullo stile di vita, stimolando il cervello in maniera positiva (es. con meditazione, musica, hobby piacevoli), instaurando rapporti sociali appaganti, praticando attività fisica e cercando di limitare al massimo le cause dello stress. Occorre anche mantenere uno stile alimentare che sostenga il più possibile la salute dell'intestino (vedi la dieta per la permeabilità intestinale), e al bisogno assumere integratori quali omega 3, vitamina b12, fosfatidilserina, estratto di ginseng, ashwaganda e rodiola. Migliorare l'ossigenazione del cervello. Come già accennato nella prima scheda, l'ossigeno è vitale per la salute cerebrale, e alcuni sintomi (tra cui scarsa concentrazione, dipendenza da caffè, mani, piedi e naso freddi, letto ungueale bianco anziché rosa, unghie in cattive condizioni) indicano che il cervello non ne sta ricevendo a sufficienza. L'autore suggerisce di tenere la pressione controllata, curare l'anemia, praticare esercizio aerobico ad altà intensità per almeno 5 minuti al mattino ed eventualmente assumere fitoterapici con effetti antiossidanti e vasodilatatori, quali il ginkgo biloba. Altri nutrienti utili sonol'ATP, l'acetil-L-carnitina e l'uperzina A. Ridurre l'infiammazione cerebrale. Per ridurre l'infiammazione cerebrale occorre apportare numerose modifiche allo stile di vita, tra cui: a) limitare il consumo di alcol e glutine; b) tenere sotto controllo i livelli di glicemia e cortisolo, oltre che la salute dell'intestino; c) ridurre lo stress cronico; d) risolvere le carenze e gli squilibri ormonali; e) al bisogno, assumere alcuni componenti naturali come l'amminoacido GABA, il resveratrolo e la curcumina. Gestire l'autoimmunità neurologica. L'autoimmunità neurologica in fase iniziale è spesso silente, perciò difficilmente identificabile. Alcuni laboratori offrono dei test per rilevare la presenza di anticorpi del tessuto neurologico; il più comune è il GAD, che previene la produzione di GABA, essenziale per la tranquillità del sistema nervoso. Chi rileva la presenza di anticorpi GAD dovrebbe evitare glutine e cibi contenenti glutammati artificiali. Inoltre, uno stile di vita sano può aiutare a tamponare il processo autoimmune, prevenendone la progressione; tra i fattori utili troviamo quelli già citati: l'esercizio fisico, un ambiente di vita salutare, la riduzione dei livelli di stress, l'abbassamento della glicemia e un intestino sano. Aiuta anche l'assunzione di vitamina D, glutatione, curcumina e resveratrolo. Supportare i neurotrasmettitori. L'autore suggerisce anche come supportare in modo mirato i neurotrasmettitori. 1) Per l'acetilcolina. Uperzina A, alpha-GPC, acido pantotenico, L-acetilcarnitina. Risultano utili anche cibi ricchi di grassi naturali, come quelli animali; se il cervello non riceve una quantità adeguata di grassi, infatti, li sintetizza disgregando i tessuti cerebrali. Infine, occorre prestare attenzione agli squilibri glicemici e sviluppare il più possibile la plasticità dell'ippocampo. 2) Per la serotonina. Studi mostrano che il 5-HTP e il triptofano (precursori della serotonina) sono utili in caso di depressione, incubi notturni persistenti, fibromialgia, emicrania cronica e disturbi dell'umore. Altri nutrienti che contribuiscono alla produzione di serotonina sono l'erba di San Giovanni, la vitamina B12, il magnesio citrato e l'acido folico. La melatonina può aiutare, ma anche interferire sui delicati ritmi circadiani. Lo Xanax, farmaco molto diffuso – e discusso – agisce incrementando la sensibilità dei recettori del neurotrasmettitore. 3) Per il GABA. Chi rileva anticorpi GAD nel sangue, dovrebbe evitare cibi ricchi di glutammati artificiali. Vari composti si rivelano utili nell'equilibrare il GABA: estratto di radice di valeriana, orotato di litio, estratto del fiore della passione, magnesio citrato, zinco e manganese. 4) Per la dopamina. Ci sono numerosi fattori che possono interferire con l'attività di questo neurotrasmettitore: farmaci, carenze nutrizionali e di magnesio, anemia, squilibri glicemici e ormonali, infezioni intestinali. Viceversa, ci sono molti composti che la favoriscono, tra cui vitamina B6, selenio, estratto di mirtillo e acido alfa-lipoico. Gestire gli squilibri ormonali. Abbiamo già visto nella prima scheda come uno squilibrio ormonale possa influire negativamente sulle funzioni del cervello, accelerandone la degenerazione; ecco alcune nozioni aggiuntive sull'argomento: 1) Estrogeni alti negli uomini. Un eccesso di carboidrati nella dieta porta a un incremento dell'enzima aromatasi, che a sua volta converte il testosterone in estradiolo, una forma di estrogeno. Pertanto in caso di eccesso estrogenico, ciò che può aiutare è una dieta bassa in carboidrati. Inoltre, attenzione alle creme al testosterone, poiché anch’esse possono aumentare la produzione di estrogeni. 2) Testosterone alto nelle donne. Anche in questo caso aiuta una dieta bassa in carboidrati, perché un'eccessiva assunzione glicemica incrementa la produzione di testosterone (che oltre tutto a sua volta provoca insulino-resistenza). 3) Carenza di estrogeni nelle donne. L'integrazione può presentare qualche rischio, perciò potrebbe avere più senso cercare di investigare a monte le cause di un'eventuale carenza. In menopausa, comunque, questo genere di integrazione si è dimostrato protettivo nei confronti del cervello. 4) Carenza di progesterone in uomini e donne. Si è visto che somministrare progesterone a un uomo o a una donna che hanno appena subito un trauma alla testa o un ictus, aiuta il processo di riparazione del cervello e la rimielinizzazione dei nervi. Una storia su tutte. Il libro contiene numerose storie in cui si racconta di come molte persone siano riuscite a riguadagnare la salute cerebrale mediante correzioni allo stile di vita, integratori e terapie naturali. È il caso di Jackie, una madre e lavoratrice di 42 anni: dotata di un’ottima memoria, nel corso degli anni aveva notato un deterioramento progressivo delle sue facoltà cerebrali e una crescente depressione su cui nemmeno i farmaci parevano avere più efficacia. In aggiunta, aveva iniziato a guadagnare peso, a soffrire di forti mal di testa e a patire di dolori diffusi in tutto il corpo. La sua memoria continuava a peggiorare, tanto che non era nemmeno più in grado di ricordare ciò che aveva appena letto. Dopo aver inutilmente consultato vari specialisti, Jackie si presentò nello studio del Dr. Kharrazian. Quest’ultimo si accorse immediatamente della presenza di un problema cerebrale: tra i vari sintomi, infatti, la donna presentava una paresi facciale, non riusciva più a scrivere bene né a contare, faticava a rimanere in equilibrio a occhi chiusi e camminava molto lentamente, quasi senza oscillare le braccia. L’autore le riscontrò severe fluttuazioni della glicemia, infiammazioni a livello gastrointestinale e cerebrale, e un malfunzionamento dei sistemi di serotonina e acetilcolina. Una volta modificato lo stile alimentare e affrontate in modo più specifico le problematiche presenti, Jackie tornò la donna che era, riappropriandosi del proprio cervello e della propria vita. Nella prima parte: le nozioni di base sul cervello e sul suo funzionamento. Citazioni. «Il suo cervello può essere così neurochimicamente provato che anche se le terapie stimolano l'attivazione dei recettori, il sistema nervoso non è in grado di creare un responso neurofisiologico sufficiente da influire sulla sua salute. «Per sintetizzare, sia EPA che DHA sono di beneficio alla salute generale del cervello, ma ci sono dei casi in cui in cui una maggior concentrazione del supplemento DHA può drasticamente migliorare le funzioni cerebrali.» «L'esaurimento di glutatione, il principale antiossidante del corpo, è la causa primaria della perdita di tolleranza chimica. I livelli quotidiani dei composti ambientali non innescano una reazione immunitaria se non quando i livelli di glutatione nel corpo sono esauriti.» «Non è inusuale che alle persone con problemi di glicemia vengano prescritte sostanze psicotrope o sonniferi, o che vengano diagnosticate come bipolari. Se non stabilizzi gli zuccheri nel tuo sangue, comprometti il carburante per il tuo cervello.» «Il tasso di autoimmunità è esploso in tutto il mondo. Nell’autoimmunità il sistema immunitario non riesce a distinguere i tessuti del corpo dagli organismi infettivi. Come risultato, attacca il tessuto che era imputato a proteggere, come se trattasse di un agente patogeno.» «Invece, questo libro riguarda l'esplorare i motivi nascosti per cui il tuo cervello non sta funzionando, per cui hai un problema cronico di salute, o per cui non ti senti più così bene come una volta.» Perché leggere questo libro: Perché vale la pena leggere una ad una le numerose storie di guarigioni presenti al suo interno. Perché contiene dettagliati consigli sui rimedi naturali utili per la salute cerebrale. Perché il Dr. Kharrazian affronta ogni genere di problematica inerente il cervello. Perché ciascuno di noi potrebbe avere un malfunzionamento del sistema nervoso senza rendersene conto. Perché è necessario preservare la salute del cervello, al fine di prevenirne una degenerazione precoce. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Salute & Benessere