Writing into the Dark


Dean Wesley Smith, Writing into the Dark: How to Write a Novel without an Outline, edizioni ‎WMG Publishing, Inc.

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

Nel libro – il cui titolo in italiano sarebbe Scrivere nell'oscurità: come scrivere un romanzo senza pianificarlo – l'autore ci guida passo a passo attraverso il processo della scrittura libera, spiegando che produrre una storia di getto reca con sé...




Dean Wesley Smith, Writing into the Dark: How to Write a Novel without an Outline, edizioni ‎WMG Publishing, Inc.

Dean Wesley Smith, Writing into the Dark: How to Write a Novel without an Outline, edizioni ‎WMG Publishing, Inc. è disponibile su Amazon

Perchè leggere questo libro

Perché è un libro in grado di convogliare il senso della scrittura e ciò che la muove. Perché solo un autore prolifico come Wesley Smith può insegnarci “il segreto” della produttività. Perché può farci imparare un nuovo metodo, funzionale e...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Writing into the Dark" di Dean Wesley Smith è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








Dean Wesley Smith, Writing into the Dark: How to Write a Novel without an Outline, edizioni ‎WMG Publishing, Inc.

Riassunti di libri di crescita personale


Dean Wesley Smith, Writing into the Dark: How to Write a Novel without an Outline, edizioni ‎WMG Publishing, Inc. Chi è l’autore? Dean Wesley Smith (1950) è uno scrittore americano, bestseller del quotidiano USA Today; ad oggi ha pubblicato circa 200 romanzi e centinaia di racconti brevi in vari generi, tra cui fantascienza, mistery e fantasy. Con più di 17 milioni di copie dei suoi libri in stampa, è un autore prolifico capace di scrivere sia pianificando che seguendo l'istinto. Qual è l’intento dell’autore? Nel libro – il cui titolo in italiano sarebbe Scrivere nell'oscurità: come scrivere un romanzo senza pianificarlo – l'autore ci guida passo a passo attraverso il processo della scrittura libera, spiegando che produrre una storia di getto reca con sé diversi vantaggi, tra cui quello di far emergere meglio la propria voce creativa e quello di divertirsi ancor di più durante la stesura. Questo libro insegna: Scrivere nell'oscurità. L'autore introduce il manuale riflettendo sul fatto che esistono milioni di libri che spiegano come pianificare un romanzo prima di scriverlo, mentre invece esistono pochi articoli e testi che suggeriscono come procedere nella stesura seguendo solo l'istinto. Scrivere a ruota libera costituisce la pura esplorazione di una storia, e richiede una buona dose di coraggio e di fiducia nella propria voce creativa. Per molti scrittori la difficoltà consiste proprio nel far tacere il lato critico del proprio cervello (quello che pianifica), riuscendo a fare affidamento solo sul lato creativo (quello in grado di produrre grande arte). Wesley Smith ci spiega come accedere a quest'ultima parte del nostro cervello, lasciandola libera di esprimersi e uccidendo la paura che la voce critica utilizza per cercare di fermarci. Scrivere nell'oscurità può rivelarsi un'idea vincente soprattutto perché ci permette di evitare la noia, dato che durante la stesura vivremo le stesse sensazioni di intrattenimento, freschezza e novità che percepirà il lettore quando avrà il nostro libro tra le mani. I retroscena. La ragione per cui ci sono così pochi libri e articoli in merito alla scrittura istintiva, spiega l'autore, è che è mal vista dalla critica e da chi insegna, perciò facilmente siamo cresciuti con in testa il concetto che un libro vada per forza pianificato prima di poter essere scritto. Inoltre, a scuola si tende ad analizzare un testo andando a cercarvi significati nascosti e misteriosi che magari l'autore nemmeno aveva in mente quando l'ha prodotto. Queste credenze influiscono sul nostro modo di scrivere, perché sono in grado di paralizzarci nella convinzione di non essere in grado di creare qualcosa di così complesso e strutturato. Qual è la maniera migliore per superare questo muro? Rendersi conto che la gente normale ha sempre scritto libri, e l'ha fatto con la semplice idea di raccontare una storia e intrattenere chi legge, né più né meno. Inoltre, chi scrive storie prova gioia nel farlo, tanto quanto chi le legge; se quel piacere genuino viene a mancare, diventa difficile portare a termine la stesura. Il problema della voce critica. Wesley Smith ci rivela un segreto: la voce critica, insita nell'essere umano e predisposta a proteggerci in diverse situazioni, nella scrittura creativa si rivela soltanto un ostacolo, che ci impedisce di scrivere come saremmo in grado di fare. Pensa di farci un favore mettendoci in guardia dal renderci ridicoli e spingendoci a riflettere sulla cattiva qualità della nostra creazione, ma così facendo rischia di bloccarci del tutto. Se le permettiamo di sovrastarci, non diventeremo mai scrittori professionali, in grado di controllare il nostro revisore interno e di scrivere ciò che davvero amiamo. L'autore a questo punto introduce un paragone che ben esplica il concetto: scrivere assecondando la voce critica è un lavoro, quasi una guerra; scrivere privilegiando la voce creativa è meraviglia e divertimento. La cosa buffa è che nel momento stesso in cui ci diciamo »Ok, voglio provare a scrivere questo romanzo senza pianificare», conferiamo alla voce critica un potere ancora maggiore, perché essa cercherà mille modi per intromettersi e farci notare la pericolosità del nostro progetto. Spegnere la voce critica. C'è una verità che l'autore ci consiglia di imprimere bene nella mente: tutte le volte che scriviamo qualcosa, non è mai tempo sprecato, perché ci permette di acquisire dimestichezza. Affermare il contrario sarebbe come dire a chi sta imparando a suonare la chitarra che è inutile che si eserciti, perché o suona ai concerti o niente. Ma prima dovrà pur imparare, no? La stessa cosa vale per chi scrive: non tutto ciò che esce dalla nostra penna sarà speciale o grandioso, ma fa parte del gioco e occorre accettarlo per poter andare avanti. Wesley Smith ci propone 5 consigli per affrontare questo tipo di ostacolo: a) sembra ovvio, ma semplicemente scriviamo, e siamo più decisi della nostra voce critica; b) finiamo ciò che scriviamo, ovvero non lasciamo le storie a metà; c) non riscriviamo ciò che abbiamo già finito, a meno che non ci venga richiesto per esigenze editoriali; d) troviamo il coraggio di mettere il nostro lavoro sul mercato, senza temere le possibili critiche; d) teniamo il nostro lavoro sul mercato finché vende, proprio per imparare ad accettare anche le eventuali recensioni negative. La gioia dell'incertezza. L'autore prosegue raccontando che ciò che spinge il lettore a posare un libro prima di averne terminata la lettura, è la noia. Ossia, una storia prevedibile, che non devia mai dalle sue rotaie, che fa intuire la fine già dal principio. Scrivere nell'oscurità è un buon modo per evitarlo, in quanto se nemmeno l'autore stesso ha idea di dove lo porterà la storia, tanto meno rischierà di trasmettere questa sensazione al lettore. Viceversa, se il romanzo è pianificato nei minimi dettagli, l'autore può inserirvi inconsciamente degli elementi che ne svelano la trama. A questo punto potremmo porci una domanda: «Ma se nemmeno io so dove va a parare la storia, cosa scrivo adesso?» La risposta ce la dà Wesley Smith: «Scrivi la prossima frase, e poi quella dopo ancora». Tutto qui. Chi dice che abbiamo bisogno di sapere cosa accadrà a pagina 50? Lo scopriremo quando ci arriveremo. Ogni frase è un piccolo passo che ci porta a tracciare e percorrere il sentiero. Percepiamo l'adrenalina della scrittura libera e se non ci viene in mente la frase successiva dormiamoci sopra, la soluzione arriverà. Fidiamoci del nostro istinto e non focalizziamoci su come finirà il capitolo o sui possibili risvolti della trama, concentriamoci solo su quale sarà la prossima azione dei nostri personaggi. Cosa ci serve per iniziare. L'autore a questo punto elenca i 4 elementi che dobbiamo conoscere per cominciare - e proseguire bene - l'avventura della scrittura libera: 1) Leggiamo per il piacere di farlo. Se tendiamo a criticare ed editare mentalmente ogni libro che ci passa tra le mani, anziché perderci nella storia e dimenticare le parole che ci scorrono davanti, forse non siamo pronti a scrivere nell'oscurità. Spegniamo l'ego e torniamo ad amare la lettura per il semplice piacere che produce, al di là delle imperfezioni. 2) Eliminiamo i preconcetti. Cancelliamo dalla mente i preconcetti che circolano sulla scrittura, che ci vorrebbero succubi di sotto-trame, simbolismi e archi di ogni genere. Permettiamo alla voce creativa di esprimersi come meglio crede, inserendo con gioia nel nostro libro tutto ciò che essa desidera. 3) Siamo pronti a scrivere in più. Scrivere senza pianificare è come essere esploratori di caverne, che non sanno se il cunicolo preso porterà a un vicolo cieco, che li costringerà a tornare indietro e a provare un'altra strada. Siamo pronti ad accettare anche questi momenti, e a scrivere in più quando capiteranno. 4) Non riscriviamo una volta finito. Scriviamo meglio che possiamo man mano che procediamo nella stesura e, quando abbiamo finito il nostro libro, diamolo a un lettore esterno di cui ci fidiamo, a questo punto, passiamo senza indugi alla storia successiva. Come iniziare. Un dato di fatto della scrittura, spiega l'autore, è che nemmeno chi pianifica può tenere in testa l'intera trama del suo libro; si focalizza piuttosto su una specifica area, come una scena o un capitolo. Ed è la stessa cosa che deve fare chi scrive senza pianificare: focalizzarsi sulle singole scene e fidarsi del processo. Per iniziare, ricordiamoci che tutto ciò che ci occorre è semplicemente collocare un personaggio in uno specifico ambiente. Dopo di che, anziché accontentarci di trasportare il lettore sulla superficie del lago, tuffiamoci subito con lui nell'acqua e facciamogli seguire la storia da lì sotto. In parole povere: andiamo in profondità e trasciniamo chi legge con noi. Come fare? Entrando nella testa del personaggio e raccontando la storia attraverso i suoi sensi e le sue emozioni. Noi, in fondo, non c'entriamo nulla: è una faccenda tra personaggio e lettore. Consigli generali. Scrivere senza pianificare significa convincerci del fatto che la nostra voce creativa sa quello che sta facendo, dunque possiamo fidarci di lei e accettare serenamente la sensazione di incertezza data dalla mancanza di linee guida. Ecco alcuni consigli generali dell'autore: 1) I salti temporali. Quando ci rendiamo conto che la nostra storia richiede dei salti temporali, non conoscendo in anticipo la trama del libro tentiamo una possibile strada e, se ci rendiamo conto di aver sbagliato, torniamo indietro a provarne un'altra. Mettiamo in conto che potremmo dover tagliare e riscrivere in caso di errori o incongruenze. 2) Impantanarsi. Può capitare di impantanarsi lungo la via, per diversi motivi: ad esempio, abbiamo continuato a scrivere senza renderci conto che una scena era già finita, o siamo su un sentiero sbagliato della trama, oppure abbiamo già superato la fine del libro. In questi casi è il subconscio stesso a bloccarci: se gli prestiamo ascolto e torniamo indietro a rileggere, individueremo facilmente il problema. 3) Superare il primo terzo. Molti di noi si bloccano a un terzo della stesura, perché la parte iniziale riflette il nostro entusiasmo e la freschezza dei personaggi nuovi, ma a un certo punto subentra la voce critica, che ci fa dubitare di ciò che abbiamo scritto fino a quel momento. In questo caso, dobbiamo solo sforzarci di continuare a scrivere, mettendo il revisore interno in un angolo e aspettando che l'entusiasmo iniziale torni a farci visita. Il processo creativo. Per scrivere nell'oscurità, continua Wesley Smith, occorre svincolarsi dal concetto che un libro vada scritto nello stesso modo in cui il lettore lo legge, ossia in ordine lineare dall'inizio alla fine. Il processo creativo, infatti, è tutt'altro che lineare; al contrario, è spesso un disordine totale. L'importante è tenere a mente che dobbiamo sistemare i problemi man mano che procediamo, perché, come si è già accennato sopra, il concetto alla base è “buona la prima”. Ovvero, non ci dev'essere una seconda riscrittura, che ci farebbe perdere tempo e rovinerebbe il meraviglioso lavoro della voce creativa. Perciò: scriviamo, controlliamo, sistemiamo e andiamo avanti. Scrivendo senza pianificare abbiamo la libertà di produrre singole scene in qualunque ordine, andando avanti e indietro nella storia, correggendo quando lo riteniamo, unendo i pezzi e aggiungendo altre parti al momento giusto. Non ci sono vincoli, possiamo procedere come meglio crediamo e come l'istinto ci suggerisce. La tecnica del cycling. Quando gli scrittori battevano a macchina il proprio libro, prosegue l'autore, correggere e aggiungere pezzi era un grosso problema. Con l'avvento del computer, questo genere di ostacoli è scomparso. Perciò, teniamo a mente che, finché la stesura non è finita, i numeri delle pagine che vediamo sullo schermo sono relativi, come anche l'ordine dei capitoli. Scrivendo a istinto nulla è impresso nella pietra e non siamo legati al singolo momento, perché tutto può cambiare in corso d'opera. Wesley Smith ci suggerisce di provare a utilizzare una tecnica chiamata cycling, che funziona pressappoco in questo modo: a) si butta giù l'inizio di una storia; b) si salta nella testa del personaggio per captarne le sensazioni nell'ambiente in cui si trova; c) dopo circa 500-700 parole si torna all'inizio della storia, rivedendola, sistemandola e ampliandola; d) una volta fatto questo, si prosegue un altro po' con la storia, altre 500-700 parole; e) si torna all'inizio e si ripete il processo, ciclicamente. In questa maniera, si continua ad arricchire la trama e ad approfondire i personaggi che la popolano, si trovano nuovi spunti per continuare la storia, e si corregge man mano che si scrive. Pianificare mano a mano. Quando si scrive a istinto, non si pianifica in anticipo, ma si può sempre trovare modo di farlo man mano che si procede, per tirare le somme e controllare che non ci siano incongruenze nella trama. Come procedere? Alla fine di ogni capitolo, facciamone un piccolo riassunto molto chiaro e veloce, che includa il numero del capitolo, gli avvenimenti principali, il punto di vista e come si conclude. Si possono aggiungere anche altri piccoli, essenziali elementi che permettono di evitare errori, come ad esempio ciò che indossano i personaggi. Procedendo in questa maniera, avremo svariati vantaggi: innanzitutto, noteremo subito le incongruenze; inoltre, riusciremo a tenere sempre sotto controllo la struttura generale, anche in caso dovessimo interrompere la stesura per un po'; infine, risparmieremo tempo ed energia, evitando di dover continuamente rileggere le parti già scritte in cerca di elementi o dettagli dimenticati lungo la via. Continuare a scrivere, sempre. L'autore ribadisce un concetto essenziale, forse il più importante di tutti: ciò che conta è, sempre e comunque, continuare a scrivere, qualunque sia il punto della trama in cui ci troviamo, le difficoltà che stiamo incontrando, le correzioni che dobbiamo apportare. Solo continuando la stesura e fidandoci ancora una volta del nostro subconscio, troveremo nuove idee e soluzioni. Lasciamo che sia la storia stessa ad esprimersi e a determinare la sua lunghezza, senza porci troppi dubbi e domande. Le 4 chiavi. Wesley Smith conclude il suo manuale con 4 consigli fondamentali, estrapolati dai concetti espressi nei precedenti capitoli e atti a farci scrivere senza pianificare al meglio delle nostre possibilità. 1) Intratteniamo noi stessi. Se noi non ci divertiamo durante la stesura del nostro libro, come pretendiamo che possa farlo il lettore leggendolo? Scriviamo per noi stessi, perciò scriviamo la storia che ci piacerebbe leggere, e divertiamoci nel processo. 2) Godiamo dell'incertezza. Anziché preoccuparci di come proseguire nella stesura, mettiamoci nei panni del lettore, che non ha idea di come andrà la storia ma lo scoprirà con stupore man mano che gira le pagine. Per noi deve essere la stessa cosa, e dobbiamo godere di questa sensazione. 3) Scriviamo nel genere che amiamo leggere. Scriviamo in un genere che ci piace leggere e che ci è congeniale, perché sarà più facile intrattenerci mentre lo facciamo e portare a termine il nostro libro. 4) Non scriviamo per il mercato. Non scriviamo solo seguendo il mercato e ciò che vende: scriviamo ciò che davvero amiamo, perché in questo modo la scrittura nell'oscurità diventerà grande fonte di gioia. Citazioni «Mi piace pensare che la parte creativa viva nel retro del nostro cervello. La parte frontale del cervello, quella critica, è quella che raccoglie tutte le informazioni. La parte creativa è dotata di un largo filtro e fa passare solo le informazioni che vuole e desidera utilizzare.» «Infatti, sembra che delineare sia l'unico modo per produrre un romanzo complesso. Ma cosa abbastanza interessante, spesso è proprio il processo di pianificazione che uccide la struttura molto complessa che lo scrittore sperava di ottenere.» «L'unico proposito della voce critica nella scrittura creativa è quello di fermarti. Questo è il segreto, e quando finalmente lo capirai, sarai davvero sulla buona strada per arrivare alle tue reali abilità di scrittore.» «Scrivere senza accendere la voce critica, semplicemente raccontando a me stesso una storia, è come leggere. Il processo è meraviglioso e mi godo il viaggio.» «Quando un lettore realizza che sa già come andrà a finire la storia, si ferma. Può non essere un pensiero conscio. Può semplicemente trattarsi di appoggiare giù il libro per andare a prendere una tazza di tè e non riprenderlo mai più in mano.» «Quando puoi scrivere in qualsiasi maniera, non sei legato alla necessità di viaggiare dalla prima all'ultima parola del libro durante il processo di scrittura. E questo dà alla tua voce creativa la libertà di costruire come meglio crede il processo lineare per il lettore.» Perché leggere questo libro: Perché è un libro in grado di convogliare il senso della scrittura e ciò che la muove. Perché solo un autore prolifico come Wesley Smith può insegnarci “il segreto” della produttività. Perché può farci imparare un nuovo metodo, funzionale e divertente, per creare storie. Perché scrivere nell'oscurità può rivelarsi un'avventura tutta da scoprire. Perché la versione e-book include anche il capitolo omaggio di un altro libro dell'autore, che spiega come pubblicare. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura Creativa