Virginio De Maio, Filmatrix, Uno Editori
01Chi è l’autore?
Virginio De Maio è autore e ricercatore indipendente, conosciuto in Italia come esperto dei processi di apprendimento e formazione attraverso la metafora cinematografica. Ha fondato i portali “Il Cinema Insegna” e “Training with movies”, grazie ai quali migliaia di persone in tutto il mondo facilitano il cambiamento personale e organizzativo, utilizzando scene tratte da film. Ricercatore poliedrico, ha approfondito i suoi studi in campi solo apparentemente contrapposti, come il Marketing e la Spiritualità, conseguendo le massime certificazioni in Programmazione Neuro Linguistica, Ultra Mind System, Remote Viewing, Coaching e Ipnosi.
02Qual è l’intento dell’autore?
L’intento dell’autore è quello di favorire cambiamenti importanti nella vita delle persone, facendole andare oltre gli ostacoli e accelerando la manifestazione dei loro desideri, grazie al potere nascosto nei film.
03Questo libro insegna
Il potere nascosto nei film. L’autore, associando alcune scoperte della fisica quantistica e la sua esperienza diretta a contatto con migliaia di studenti, ha scoperto che le emozioni sono pura energia capace di interferire con la realtà in quanto, se vissute da una o più persone dinanzi a uno schermo, che cominciano a vibrare all’unisono, in un intervallo di tempo molto ristretto, possono interferire negli accadimenti del futuro. Immaginare o vivere una determinata situazione non la rende reale in sé, ma neppure irreale; semplicemente è una possibilità. Tutte le possibilità convivono nello stesso momento e nello stesso spazio, ma sperimentiamo quella specifica possibilità su cui si ripone l’attenzione e l’energia per un prolungato periodo di tempo. Secondo la fisica quantistica l’energia si addensa, trasformandosi in materia, nel punto esatto in cui l’osservatore guarda. Semplificando, se ignoriamo le opportunità che ci circondano, queste semplicemente non esistono, ma, cominciando a pensarci, attiviamo un processo di focalizzazione selettiva che influenza il mondo circostante. I film amplificano le emozioni che proviamo, e accade spesso che una sceneggiatura si materializzi nei posti in cui l’opera è stata più seguita. L’autore riporta nel libro numerosi esempi di film che hanno previsto (o meglio, creato) eventi accaduti a distanza di tempo nella vita reale.
Il potere dell’attenzione. L’autore ha elaborato una formula che è all’origine delle numerose premonizioni del cinema. Secondo questa formula, ciò che immaginiamo con intensità si manifesta nella propria vita, a patto che vengano soddisfatte 4 condizioni (più una), allineate tra loro. Si tratta di una combinazione di comportamenti proattivi da scatenare nello stesso istante. La formula dell’attenzione è data dalla moltiplicazione di 4 elementi e dalla sottrazione delle interferenze: Fede x Immaginazione x Emozione x Tempo – Interferenze.
1) La prima condizione consiste nell’avere fede nella Legge della Creazione (creiamo ciò che osserviamo), nell’interconnessione spirituale tra quello che è e quello che potrebbe essere, tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto.
2) Immaginare con atti di volontà autonoma e precisione di dettagli i risultati desiderati, come se fossero già raggiunti.
3) Contemporaneamente provare le stesse emozioni che si proverebbero se l’obiettivo immaginato fosse reale.
4) Conservare questa emozione abbastanza a lungo; alcuni testi riportano che il tempo dovrebbe essere di almeno 68 secondi affinché il miracolo della manifestazione avvenga.
Se non ci sono interferenze si starà vibrando alla stessa frequenza d’onda su cui si trovano i desideri immaginati. Il controllo delle interferenze è l’elemento essenziale affinché il campo magnetico resti attivato abbastanza a lungo da richiamare condizioni e circostanze ideali, un modo per spianare la strada e rimuovere gli ostacoli.
Le 5 aree e le 5 interferenze. Come riferisce l’autore, le interferenze sono frequenze di vibrazioni che ci allontanano dai nostri desideri: insiemi di pensieri contraddittori su noi stessi, su come funziona la vita, su cosa sia giusto e cosa no. Più è caotica la nostra esistenza, più differenze ci saranno sul piano delle vibrazioni che trasmettiamo e quelle su cui sono posizionati i nostri obiettivi. L’autore spiega che per placare queste interferenze, il modo migliore è ripulire gli affluenti che corrispondono alle aree fondamentali della nostra vita. Proprio come in un fiume, l’acqua inquinata di un solo affluente condiziona l’intero corso, l’interferenza in una sola area della propria vita si estende anche alle altre, influenzandole anche senza che uno se ne accorga. Per questa ragione è fondamentale un lavoro equilibrato, dal momento che non si può essere felici trascurando la propria natura olistica poiché l’uomo non funziona a compartimenti stagni. Il lavoro che propone l’autore consiste nel placare il chiacchiericcio della mente, metaforicamente ripulire gli affluenti, permettendo di nuotare nuovamente nell’acqua pura e cristallina della propria sorgente, fuori dalla “stanza” e priva di contaminazioni. In questo stato sarà possibile attirare e manifestare risultati nella propria vita in meno tempo e con meno sforzo. I 4 affluenti principali rappresentano le 4 aree principali: 1) Il perdono, l’amore e la fiducia. 2) La mente e l’esigenza di sentirsi sempre stimolati. 3) Le relazioni. 4) Il significato della propria esistenza e il contributo che diamo al mondo. La foce, in cui tutte le altre si riversano, è rappresentata dall’area de: Il corpo, la materia e le sue necessità.
Come funziona il metodo Filmatrix. L’autore propone diversi esercizi, da fare come quando si guarda un film, navigando partendo dal primo affluente e arrivando alla foce; consiglia di procurarsi carta e penna, rilassarsi seguendo una traccia audio, guardare una scena del film preparata con un fine preciso, e infine ringraziare come se il cambiamento fosse già avvenuto. Così facendo ci si sposterà sulla vibrazione che corrisponde esattamente a quella possibilità, che esiste già, ma non le si sta dando la giusta attenzione.
Il perdono, l’amore e la fiducia. L’autore afferma che il perdono ha la capacità terapeutica di liberarci dalle zavorre che ci portiamo dietro da una vita intera e far fluire nuovamente l’amore. Con il perdono si rinasce, si respira con più gioia e più amore. Quando la vita, a ogni livello, insiste nel presentarci continuamente le stesse sfide, gli stessi problemi, significa che c’è un nodo da qualche parte che va sciolto. Possiamo farlo con il perdono sincero nel cuore, irradiando i nostri “programmatori”. L’autore consiglia di andare in fondo al cuore e immaginare che da lì parta una luce di perdono e di amore a irradiare chi ci ha ferito, fino a quando un senso di pace pervaderà il proprio corpo. Attraverso questa esperienza la nostra anima potrà evolvere nel suo cammino. Solo liberandoci dal peso del passato possiamo vivere bene nel presente.
La mente e l’esigenza di sentirsi sempre stimolati. Secondo l’autore, quando la mente è vuota e incline a ricevere i segnali dall’esterno della “stanza” abbiamo un potere creativo senza precedenti. In quel momento l’Universo aziona tutta la sua intelligenza e la mette al proprio servizio. Come il genio che sfrega la lampada, le energie del campo si mettono in cammino per addensarsi e manifestare i propri desideri. Più è dettagliata l’immagine di quello che si desidera, più si manifesterà con precisione di dettagli. Invece che lasciare al caso ciò che avverrà, la responsabilità di ognuno è quella di partecipare attivamente alla creazione del proprio futuro, inviando all’Universo, all’inconscio e alla mente razionale l’ordinativo, proprio come si fa al ristorante. L’autore afferma che stimolare la mente vuol dire scegliere il pezzo di lavoro che ci porterà a un risultato concreto e portarlo avanti senza interruzioni. Gran parte degli input che ci arrivano sono soltanto distrazioni, inutili e dannose, e noi dovremmo esercitarci ad ascoltare solo ciò che conta davvero.
Le relazioni. L’autore rammenta che cerchiamo negli altri quello che invece è la nostra natura: amore allo stato puro. Viviamo relazioni sane quando siamo pieni di gratitudine per le nostre condizioni, quando bastiamo a noi stessi. Chi non è grato per quello che già possiede, tende ad attirare relazioni superficiali e occasionali. Più le persone si sentono separate le une dalle altre più perdono il loro equilibrio; questa separazione ci tiene lontani dalla sorgente. Siamo tutti “uno”. Qualunque cosa facciamo ci torna con la stessa intensità e sotto varie forme, anche difficilmente comprensibili alla ragione umana. Se in una relazione non si è disposti ad assumersi le proprie responsabilità, l’altro farà altrettanto, cominciando uno scarico di “colpe” che non ha niente di amorevole e costruttivo. Tendiamo ad attirare le persone che meritiamo in quel momento e non necessariamente saranno amorevoli, ma saranno perfette per la lezione che abbiamo scelto di imparare. Fin quando non impareremo quella lezione, è probabile che attireremo altri insegnanti che apparentemente ci stanno facendo del male ma se abbiamo la capacità di osservarci da questa prospettiva, scopriremo che ci stanno consegnando dei doni. Se tronchiamo relazioni senza imparare nulla, il rischio che si ripetano è quasi una certezza. L’autore insegna che se non si è davvero connessi con gli altri, l’ascolto ha lo stesso valore di un seme piantato nel cemento, uno spreco vero e proprio. Ci si può connettere l’un l’altro senza parlare, semplicemente chiedendoci cosa starà provando e lasciando che il nostro cuore si allinei alle sue vibrazioni.
Il significato della propria esistenza e il contributo che diamo al mondo. Come afferma l’autore, quando abbiamo ben chiaro qual è il nostro scopo e il valore che apportiamo nella vita delle persone, tutto è più semplice. Solitamente le attività che aggiungono valore corrispondono al 20% di tutto ciò che facciamo durante il giorno. Un faro acceso sulle nostre priorità ci permette di dedicare più tempo a ciò che conta davvero. Il tempo che abbiamo a disposizione, e come lo utilizziamo, è la risorsa più sottovalutata tra tutte quelle che l’uomo dispone. Il mondo ha bisogno della nostra opera per diventare un posto migliore. Quando esprimiamo il nostro centro stiamo bene, il tempo non esiste, continueremo per ore a fare quello che stiamo facendo. Siamo nel flusso. Per individuare il proprio centro ed esprimere la propria unicità, l’autore suggerisce di porsi la domanda: «Qual è quella cosa in cui sei più bravo della media, che faresti anche gratis perché ti piace intensamente e che apporta valore nella vita della gente?». Quando siamo allineati alla nostra missione e lasciamo che siano le nostre passioni a travolgerci e prendere possesso dei nostri corpi, quello che viene fuori è amore per sé stessi e utilità per gli altri.
Il corpo, la materia e le sue necessità. Secondo l’autore, in quest’area della vita troviamo le soddisfazioni economiche, i desideri e anche la salute fisica. Seguendo la metafora del fiume in quest’area siamo alla foce, al momento in cui si raccolgono i risultati, dopo aver ripulito i fondali (lavorato sulle interferenze). Chi è capace di amare e perdonare, chi continua ad apprendere e stimolare la sua mente, chi si circonda di relazioni sane e chi ha uno scopo chiaro da perseguire, alla foce ha meno problemi di salute e meno problemi economici. L’autore è arrivato alla conclusione che mangiare male può portare seri problemi ma superabili se negli altri aspetti della vita si è soddisfatti. E non si possono soddisfare aspettative e ambizioni se non si apprezza quello che già si possiede, se non si è ambiziosi ma allo stesso tempo umili. Da un lato è necessario apprezzare quello che si ha, altrimenti gli stati d’animo attireranno dal campo altri motivi per cui lamentarsi, ma allo stesso tempo bisogna mirare in alto per mantenere la mente stimolata. Per favorire i risultati basta fare un minimo di lavoro su cose semplici, come una buona dieta, un minimo di attività fisica, riposo quanto basta senza esagerare e tanta, tanta gratitudine, anche per le piccole cose. Come afferma l’autore: «Se sei grato non puoi avere paura e il vuoto di emozione viene occupato dall’amore.»
04Citazioni
«Siamo così programmati a risolvere l’estetica della nostra vita da ignorare il potere che ci è stato concesso per cambiare le cose alla radice.»
«Ciò che un uomo immagina e le emozioni che associa possono cambiare la sua realtà.»
«Non siamo nati per subire, ma per creare.»
«Quando fai del male a una persona, lo stai facendo a te stesso.»
«Aldilà dell’amore non c’è verità.»
05Perché leggere questo libro
Perché è un libro che accompagna il lettore a riflettere su se stesso, fornendo soluzioni complete ai problemi più comuni, utilizzando una delle armi terapeutiche più potenti, ovvero il cinema.
Perché, grazie agli esercizi proposti nel libro e a quarantadue scene tratte da film, il lettore può sperimentare il potere catartico del cinema su se stesso, applicando la “legge dell’attenzione”, riportando l’equilibrio nelle 5 aree della sua esistenza.
Questa scheda è stata realizzata da Gabriele Savino. Acquista il libro nella tua libreria preferita.