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Crescita & Sviluppo

Il coraggio di provarci

di Cristina Scocchia e Francesca Gambarini

Editore
Sperling & Kupfer
Lettura
5 minuti
Scheda
n° 263

Quando si dà una testata al soffitto di cristallo si aiuta anche chi verrà dopo.

Foto: Franco Debartolo su Unsplash

Cristina Scocchia, Francesca Gambarini, Il coraggio di provarci, Sperling & Kupfer

01Appunti di lettura

Nata a Coldirodi sopra Sanremo, la vita è una maratona. Metafora dei crisantemi e del coinvolgimento di molti per prepararli alla festa dei morti. “quel modo di lavorare insieme, ognuno responsabile e concentrato sul proprio compito ma senza mai perdere d’occhio gli altri, pronti a intervenire se qualcuno accusava stanchezza tensione.” I crisantemi: maestri di pazienza e simbolo di rabbia e orgoglio. La guerra dei crisantemi: in pochi giorni si giocava la vendita e le entrate di una stagione.

Value reframing = capacità di guardare le situazioni da un’altra prospettiva

Corporate social responsibility = occuparsi anche di chi, a causa delle circostanze imprevedibili della vita, si trova in difficoltà.

È giusto tanto investire “sui propri punti di forza, quelli che fanno di ciascuno una persona unica e speciale, quanto non mascherare le proprie insicurezze, i limiti, le difficoltà.”

Volontaria alla Croce rossa. “avevo vent’anni o poco più, ma avevo capito che, se aspetti che qualcuno apra per te il baule delle occasioni, non farai nemmeno un passo in avanti per raggiungere i tuoi obiettivi.”

“Bisognava essere veloci e precisi, osservare cosa facevano gli altri anticipare le richieste. Non erano ammessi errori.” “L’insoddisfazione, pur non essendo il modo migliore per godersi il presente, se incanalata nel modo giusto, ti spinge a migliorarti giorno dopo giorno e ti permette di raggiungere i traguardi che non ritenevi possibili.”

P&G rating dei dipendenti. Motto di Alfieri: “volli, e volli sempre, e fortissimamente volli.”

“aspettare passivamente che qualcuno mi proponga un ruolo, un incarico, un aumento di stipendio, o intavolare una trattativa, non fa per me.”

“Rifuggo dal luogo comune che vuole la leadership maschile più dura e assertiva e quella femminile più dolce partecipativa, che vuole gli uomini portati alla decisione e le donne portate solo all’ascolto e all’empatia. Come donna, dopo centinaia di anni a fare l’angelo del focolare e vorrei evitarne altri 100 a fare l’angelo del consiglio d’amministrazione.”

“Essere assertivi non significa intestardirsi sulle proprie idee, non ascoltare i consigli, non accettare i compromessi. Significa avere fiducia nelle proprie capacità, senza sentirsi superiori agli altri, e saper comunicare i propri pensieri e le proprie esigenze con chiarezza e pro attività ma senza prevaricare né offendere.”

Esprimere in modo diretto e chiaro le proprie opinioni.

Fare la differenza, lasciare un’eredità, una legacy.

Gestione di un gruppo: “La visione strategica, le capacità analitiche e l’intuizione che mi avevano permesso di arrivare fin lì non erano più sufficienti. Quando sei leader di un team, il tuo compito principale è coinvolgere le persone che ne fanno parte e valorizzarle. E per farlo non basta parlare alla loro mente, bisogna saper parlare anche al loro cuore. Oltre al quoziente intellettivo serve un altro quoziente: quello emotivo. Ciò che ora mi veniva chiesto di mettere in campo, dunque, era l’ascolto, l’empatia e l’intelligenza emotiva necessari per creare una squadra compatta e determinata, in grado di dare il meglio di sé per raggiungere l’obiettivo comune. Perché il successo collettivo è molto più importante di quello individuale. Fare il salto dall’io al noi: è stata questa la cosa più importante che ho imparato in quei primi anni a Ginevra. Ho capito che essere leader di un team significa mettersi in gioco, conquistare la stima e la fiducia delle persone che lavorano con te, essere capace di farsi carico delle situazioni difficili ma al contempo individuare le occasioni in cui passare la palla e far giocare gli altri. È solo così che si crea il gruppo, è solo così che si dà la possibilità di crescere i singoli collaboratori alla squadra nel suo insieme.”

Kukident pubblicità “bello mordere la vita”, niente demo stile Dash con il misurino ma due felici che sorridono. Tre fattori vincenti: analisi accurata del contesto di mercato, focus group, squadra.

Intelligenza politica del leader: marcare il territorio, leggere le persone, capire la differenza tra alleati, nemici e ambasciatori.

Fare l’extra mile

“Essere leader significa avere una visione strategica e avere il coraggio di prendere decisioni, anche difficili, in maniera tempestiva e sopportando tutta la pressione che ne consegue.”

Riccardo. 30 gennaio 2009. Essere genitore è “uno spettacolo senza repliche: bisogna esserci, seguire tutte le fasi, perché poi non torneranno più.”

Onboarding = inserimento in azienda

Compleanno 4 dicembre.

“Quando mi chiedono quale sia il compito di un amministratore delegato, rispondo che definisce le strategie dell’azienda a medio lungo termine e gestisce il conto economico. Ma la metafora che più mi piace usare è quella del direttore d’orchestra: decide lo spartito, e fai in modo che tu te ne strumenti suonano in armonia.”

Reshoring di una gamma = riportarla in casa

Nel selezionare le persone cerco “alcune caratteristiche chiave: la visione strategica, una leadership forte ma partecipativa, la capacità di lavorare in squadra e saldi valori etici e morali.” Le persone egocentriche “spesso basta notare il numero di volte in cui dicono io invece di noi per identificarle.”

Denzel Washington alla Dillard University 2015: https://www.youtube.com/watch?v=ROiNPUwg9bQ Dal min 10. “Non aspirate solo a guadagnarvi da vivere, aspirate a fare la differenza.”

Seneca = “La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità”. Nel nostro paese l’ascensore sociale non ha mai funzionato a dovere e la cultura patriarcale non è stata ancora del tutto superata.

L’arte nel Cuore di Roma, ragazzi disabili che lottano ogni giorno e hanno insegnato ai dipendenti di L’Oréal a imparare la resilienza.

Kintsugi = ricostruire ciò che si è rotto senza temere di mostrarne le ferite, poiché sono proprio quelle che renderanno l’oggetto, o la persona, unico e prezioso. In concreto si tratta di una tecnica antichissima di restauro, che prevede l’utilizzo di filamenti d’oro o d’argento per la riparazione di vasi e oggetti in ceramica.

Percassi, Kiko, azienda famigliare. Vs multinazionali struttura a matrice dove non sei mai veramente CEO. Azienda bergamasca. Covid. “Dietro ogni impresa ci sono persone, famiglie, posti di lavoro da tutelare.”

Ebitda = il profitto operativo dell’azienda.

“Se sei leader creare certezza, anche quando non la vedi all’orizzonte, fa parte delle tue responsabilità”.

“Perché le persone vengono prima, sempre e comunque. Quanto è facile dirlo e quanto è difficile metterlo in pratica.”

“Per i suoi collaboratori, un amministratore delegato non deve essere solo il capo, ma una persona di cui sentono di potersi fidare, perché ha valori etici e morali in cui si riconoscono.”

Illycaffè, Trieste, quotarla in Borsa. “Di sicuro posso definirmi assertiva. Anzi: strategicamente pragmatica e pragmaticamente strategica, era la definizione che aveva dato di me un collega di P&G”.

“Quando si dà una testata al soffitto di cristallo si aiuta anche chi verrà dopo.”

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