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Mindfulness & Felicità

Ho’oponopono

Il segreto dei guaritori hawaiani

di Luc Bodin e Maria-Elisa Hurtado-Graciet

Editore
Il Punto d’Incontro
Traduzione
M. Faccia
Lettura
8 minuti
Scheda di
Elisa Migliorini
Scheda
n° 115

Quando comprendiamo che abbiamo potere sulle nostre emozioni e deteniamo la responsabilità del nostro sentire siamo finalmente liberi.

Foto: Robert Boston su Unsplash

Luc Bodin e Maria-Elisa Hurtado-Graciet, Ho’oponopono, Il segreto dei guaritori hawaiani, Edizioni Il Punto D’Incontro, trad. M. Faccia

01Chi è l’autore?

Luc Bodin è un medico, specializzato in oncologia e in medicina naturale. Interessato alle terapie alternative ha compiuto viaggi in tutto il mondo alla ricerca di tecniche nuove di cura, ideando negli anni il proprio metodo di guarigione energetica. Divulgatore e autore di vari best seller.

Maria-Elisa Hurtado-Graciet è Practitioner di PNL e insegnante di EFT (Emotional Freedom Techniques). Conferenziera di successo, è conosciuta soprattutto in Spagna e Francia dove tiene seminari e workshop su Ho’oponopono e cammino verso la consapevolezza.

02Qual è l’intento dell’autore?

L’intento degli autori è quello di trasferire le proprie conoscenze della pratica di ho’oponopono così come dagli stessi è stata appresa in un proprio percorso di evoluzione personale. Quindi nel libro si racconta di come comprendere e servirsi di Ho’oponopono per superare gli ostacoli nella vita e liberarsi di schemi mentali poco utili e dolorosi. L’intenzione è allo stesso tempo quella di evitare qualunque dogma, lasciando al lettore la totale libertà di interiorizzare i principi legati a questo libro.

03Questo libro insegna

Le origini di Ho’oponopono. Il termine Ho’oponopono significa correggere ciò che è sbagliato o rimettere le cose a posto. Ha le proprie origini nelle pratiche sciamaniche di Morrnah Simeona una sciamana hawaiana, servitasi di un rituale un tempo utilizzato nei villaggi per risolvere i problemi della comunità. In quelle occasioni nei villaggi, per affrontare le situazioni difficili, la comunità si riuniva e ognuno chiedeva scusa agli altri per i pensieri sbagliati che aveva nutrito. La pratica messa a punto dalla sciamana è individuale e prevede un pentimento e una riconciliazione con sé stessi. Scopo essenziale di questa pratica è trovare la pace interiore.

I principi di base. 1. Tutto ciò che noi percepiamo del mondo esterno non è altro che il riflesso del nostro mondo interiore. Quindi, la realtà esterna è una creazione dei nostri pensieri. 2. Se i pensieri sono erronei, creano una realtà fisica falsata. In una sorta di profezia che si auto avvera se i nostri pensieri sono distorti, carichi di rabbia e di gelosia, creano una realtà che confermerà questi pensieri generando un circolo vizioso. 3. Se, invece, i pensieri hanno in sé il senso della perfezione, creeranno una realtà ricca di amore. 4. Tutto è dentro di noi. Questo implica che di fatto il reale non esiste, esiste unicamente la realtà come l’individuo la percepisce, singolare e soggettiva. Il nostro interiore crea la nostra realtà esteriore. 5. Noi creiamo il nostro universo fisico, correggendo i nostri pensieri, possiamo cambiare la realtà. Lavorando sulle zone d’ombra della nostra interiorità, queste lasceranno posto a un mondo d’amore.

Accettati questi princìpi, gli autori spiegano quale sia, dal loro punto di vista, l’origine di molti dei nostri pensieri erronei, generalizzanti, contorti e falsi, che talvolta coltiviamo in noi stessi e che ci provocano rabbia e dolore. In qualche modo questi sono legati ai nostri ricordi, che sono programmi inconsci vissuti in prima persona o dai nostri familiari o antenati che hanno generato delle convinzioni, da cui la realtà risulta deformata in quanto queste ultime altro non sono che filtri attraverso i quali vediamo la realtà. In questo modo opera anche il giudizio che operiamo sulle altre persone, che, una volta alimentato dai pensieri e colorato dai ricordi, crea il pregiudizio. Pertanto, ci ricordano gli autori, ogni qualvolta abbiamo un problema, è bene attingere alla consapevolezza che questo è legato a un ricordo che agisce in noi stessi.

Ho’oponopono e la nostra identità. Ci sono diversi elementi che compongono l’identità secondo la tradizione hawaiana: 1. Unihipili, cioè la parte del nostro bambino interiore, la parte più emozionale del nostro essere. Gli autori ci ricordano come questa parte sia intesa anche come zona di deposito di tutti i nostri ricordi, degli antenati e delle vite passate. 2. Uhane che significa madre. Corrisponde all’intelletto. 3. Aumakua che significa padre. Corrisponde all’anima, è slegata dai ricordi ed è invece sempre legata a Dio. 4. Il Dio presente in ognuno di noi, che si occupa di purificare i ricordi.

Ogni parte ha la sua importanza ed esse si trovano in perfetta armonia quando una persona ritrova la propria perfetta identità. È grazie cioè all’unione di tutte queste parti che una persona può realizzare ciò che veramente è. La madre, cioè la parte dell’intelletto, del conscio, deve prendersi cura del figlio interiore, il subconscio, riconoscerlo, rispettarlo manifestargli il suo amore. Inoltre di questo deve prendersi cura e non lasciarlo abbandonato a se stesso, ostaggio dei ricordi. Per poter ritrovare il bambino nella sua forma più pura sarà bene eliminare tutti i ricordi che non lo rendono se stesso. Questa è una relazione madre-figlio che va coltivata: per farlo, la persona deve rimanere in ascolto dei propri bisogni e delle proprie emozioni al fine di riconoscerli. In un processo di amore si sviluppa anche il legame tra la madre e il padre, cioè l’anima. Un processo che coinvolge anche i ricordi che non vengono distrutti, ma anzi trasformati in nuova energia positiva. L’anima è in costante contatto con il divino, quindi restando in contatto con l’anima, restiamo in contatto con la nostra parte divina. Sentirsi legati alla propria anima ci fa sentire centrati e regala una grande forza interiore.

Le quattro frasi del mantra di purificazione. Le quattro frasi da pronunciare nel mantra di purificazione sono:

1. Mi dispiace

2. Chiedo perdono

3. Grazie

4. Ti amo.

Ciascuna di queste possiede uno straordinario potere. Mi dispiace, chiedo perdono non implica senso di colpa. Non ci sono colpevoli. Ciascuno è creatore della propria vita e ne è responsabile. Non c’è senso di colpa perché non ci si mette in relazione con nessun altro, ma solo con noi stessi. Citando il Dott. G. Jampolsky, gli autori ci ricordano che perdonare significa liberarsi dal passato, per abbracciare il presente e vedere gli altri e noi stessi con uno sguardo d’amore. Grazie e ti amo. Esprime la gratitudine nei confronti della vita, ma anche dei ricordi dei quali abbiamo l’opportunità di prendere consapevolezza. Ti amo è rivolto a Dio, a noi stessi e ai ricordi inconsci. È attraverso l’amore che questi ultimi possono essere trasformati in luce, e le emozioni legate ai ricordi negativi possono finalmente cambiare. Quando comprendiamo che abbiamo potere sulle nostre emozioni e deteniamo la responsabilità del nostro sentire siamo finalmente liberi.

Ripetere il mantra con fiducia. Secondo gli autori se pronunciamo questo mantra con fiducia in Dio e nella vita, si produrrà in noi una trasmutazione. In che modo? 1. Riconoscendo che l’origine dei nostri problemi siamo noi: noi siamo i creatori del nostro universo e della nostra realtà. Accettiamo di essere potenti oltre ogni misura. 2. Affidando la nostra esistenza, non alle nostre paure, ma alla nostra anima, che sa cosa è meglio per noi. Noi siamo degli esseri divini, un’altissima frequenza di vibrazione di amore puro. 3. Abbandonando ogni aspettativa, semplicemente accettando di non fare più nulla. È questa una parte difficile in quanto siamo abituati a fare, pensare, controllare. Si tratta invece di abbandonarsi al divino, che è anche in noi, e avere fiducia. Si tratta di avere fiducia nel fatto che ci verrà fornita la soluzione migliore anche se non sarà quella attesa o sperata: un’ispirazione, che è la presenza dello spirito in noi, una rivelazione che ci sintonizza con la parte profonda di noi stessi e con Dio in un dilagante senso di pace. Questa (l’ispirazione) si contrappone all’intenzione, che è opera dell’intelletto, ed è la facoltà che invece siamo più abituati ad utilizzare per realizzare la nostra vita.

Ho’oponopono in pratica e i suoi benefici. Pulire. Lasciare la presa. Accogliere. Quando abbiamo un problema dobbiamo quindi prendere coscienza che noi lo abbiamo creato attraverso azioni guidate dai nostri pensieri e dai nostri ricordi. A questo punto ci colleghiamo con la nostra parte divina, attraverso il mantra “Mi dispiace, chiedo perdono, grazie, ti amo.” Infine abbandoniamo le aspettative, che creano solo limiti, in quanto sono l’espressione del mentale che vuole prendere il controllo e ci affidiamo all’amore, che è pura energia. Un esempio di recitazione del mantra può essere: «Mi dispiace c’è qualcosa in me che ha creato questo. Chiedo perdono. Non importa cosa sia, sono pronto a liberarlo. Grazie. Ti amo.» Praticarlo regolarmente permette di rendere più leggera la nostra esistenza, semplicemente lasciando andare ciò che la appesantisce. Permette di ritrovare la direzione della nostra vita e di rimanere fedeli a noi stessi, dandoci il potere su ciò che sentiamo. Consente di ritrovare la propria identità, mettendoci in contatto con il nostro io più profondo, per ritrovare la pace interiore.

Ho’oponopono nella vita quotidiana. Gli autori ci ricordano come sia importante praticare il mantra nella vita di tutti i giorni, per affrontare problemi relazionali o situazioni difficili che ci intimoriscono o ancora per migliorare la nostra relazione con il denaro. In particolare, quando si cammina può essere un buon momento per la pratica: slegati dalle attività quotidiane tendiamo a lasciarci andare ai pensieri. Ecco in quei momenti ripetere il mantra ci distoglie dal turbinio della nostra mente e ci ridona la pace. Diventa una sorta di meditazione. L’assiduità fa sì che i momenti di pace diventino sempre di più fino a lasciare spazio a idee e pensieri nuovi.

Un cammino evolutivo. Gli autori riprendono gli stadi evolutivi che una persona compie praticando Ho’oponopono, già anticipati da Joe Vitale nel suo libro Zero Limits. Si tratta di una evoluzione nella consapevolezza di poter agire non solo sui propri pensieri, ma sul sentire e infine sul mondo esteriore. Il primo livello è quello iniziale di non consapevolezza, quando consideriamo noi stessi delle vittime delle circostanze in balia del mondo esterno. Il secondo livello avviene quando comprendiamo di essere creatori del nostro mondo e per questo desideriamo in qualche misura il controllo sugli eventi, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, comprese affermazioni, pensieri positivi, intenzioni… L’ultima tappa consiste nel prendere coscienza che esiste in noi qualcosa di molto più grande che ci trascende, una vibrazione elevata che accomuna tutti gli esseri umani e che ci lega gli uni agli altri. Quando decidiamo di mollare la presa, gli eventi si svolgono molto meglio, spesso in un modo insperato, questo accade quando decidiamo di abbandonarci alla divinità che è in noi. Questa è la fase in cui Ho’oponopono ha compiuto i propri effetti.

04Citazioni

«Ogni volta che prendiamo la decisione di purificare i ricordi perturbatori, ci rivolgiamo alla parte superiore del nostro essere, che alcuni chiamano anima.»

«Per trasmutare un ricordo che imprigiona il subconscio si deve salire a un altro livello, quello spirituale. È a partire da questo che si potrà ottenere la libertà.»

«Ora, se con l’intenzione è possibile ottenere dei risultati, con l’ispirazione accadono i miracoli.»

«Ho’oponopono non è un approccio di guarigione istantanea. Non è qualcosa che si realizza una volta per tutte e subito dopo termina. Al contrario spesso abbiamo l’impressione che sia una storia senza fine. Perché rimane sempre in noi qualcosa da eliminare.»

05Perché leggere questo libro

Perché è un libro breve e pratico: spiega come praticare l’Ho’oponopono e il significato del mantra. Perché permette fin da subito di testare l’Ho’oponopono su se stessi. Perché permette di trovare cosa non va nell’ambiente che ci circonda, che ci crea dolore o disarmonia, che è il riflesso di una sofferenza profonda e di inviare perdono e amore all’origine della nostra sofferenza.

Questa scheda è stata realizzata da Elisa Migliorini. Acquista il libro nella tua libreria preferita.

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Coaching con Debora Conti

Life coach dal 2005, trainer di PNL e autrice di libri di crescita personale: coaching individuale anche a distanza e corsi online su peso, figli, crescita personale e lavoro.

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