Gregg Krech, L’arte di passare all’azione, Lezioni di psicologia giapponese per smettere di rimandare, Giunti Demetra, trad. R. Zuppet
01Chi è l’autore?
Gregg Krech è una delle massime autorità sulla psicologia giapponese negli Stati Uniti. Autore di best seller pubblicati in tutto il mondo, è il fondatore e direttore del ToDo Institute nel Vermont (USA), dove promuove una concezione della vita basata sullo sviluppo del carattere e l’accettazione propositiva dei propri limiti attraverso metodi come il Naikan (Introspezione), Kaizen (miglioramento continuo) e il modello di terapia Morita, un approccio alla vita basato sull’azione.
02Qual è l’intento dell’autore?
Ci vuole illustrare come è possibile, attraverso l’azione, risolvere buona parte dei problemi che affliggono la nostra vita, ma senza colpevolizzarci per esserci ritrovati ad essere ‘immobilizzati’. Capita a tutti di attraversare una fase di blocco e lui ci fornisce svariati suggerimenti, attraverso le metodologie orientali di cui è esperto, che ci consentono di iniziare a muoverci, un passo dopo l’altro, ritrovando la motivazione per riuscire a pianificare al fine di raggiungere traguardi che ci sembrano insperati ma che in realtà sono alla portata di tutti.
03Conosci meglio il libro
L’autore ci introduce ai contenuti del libro citando alcuni dei mali più grandi che affliggono l’uomo moderno: come depressione, mancanza di autostima, ansia, mancanza di tempo, procrastinazione, difficoltà nelle relazioni interpersonali e ci suggerisce l’idea che esista una soluzione. Quella che può aiutarci a risolvere questi problemi, ed è AGIRE, fare ciò che va fatto, quando va fatto, a seconda delle circostanze. Siamo portati a pensare che se usciamo dalla depressione potremmo tornare ad essere attivi, e invece no! Meglio iniziare prima a muoverci, anche se non abbiamo ben chiaro come e cosa fare, e proseguendo ci ritroveremo magicamente liberi dal peso dei pensieri negativi e delle paure.
Come facciamo a sapere da dove cominciare? Prestando attenzione. Sfruttiamo la capacità di prestare attenzione a ciò che ci circonda per capire cosa è importante per noi, come andare oltre il nostro piccolo mondo, agire per uno scopo più grande che dia un senso alla nostra esistenza. Stabiliamo una scala di priorità che riflettano ciò che è importante per noi e per raggiungere i nostri obiettivi. Riflettiamo con cura sui nostri valori. Se ci facciamo domande utili che impongono una profonda autoriflessione, è come se facessimo una pausa per osservare con distacco la situazione più chiaramente e decidere il da farsi. È importante comprendere la differenza tra ciò che è urgente e ciò che è importante per noi, per i valori che guidano la nostra esistenza. Questo ci consente di dare priorità a cose che sono apparentemente non urgenti, e che quindi normalmente tralasceremmo, ma che sono invece importanti. Insieme all’autoriflessione, i pilastri di una vita ricca di significato sono il rischio e il contributo. Quest’ultimo non può esistere senza le due precedenti insieme. La nostra educazione ci insegna a stare lontani dal rischio, ma se vogliamo cambiare le cose, attuare un progetto, è necessario accettare il fatto che ansia e paura diventeranno nostre compagne fedeli. Infatti, la storia è costellata di personaggi che hanno creato grandi cose perché hanno saputo rischiare.
La psicologia dell’azione: Terapie Morita, Kaizen. Contrariamente alla psicologia occidentale, dall’oriente arrivano questi modelli basati sull’azione come punto di partenza per una terapia risolutiva. Quando stiamo male, mettiamo in atto tutta una serie di comportamenti che, pur di farci rimanere nella nostra zona di comfort, perpetuano ed amplificano la nostra sofferenza. Accettazione dei fatti, del nostro stato d’animo e azione sono la risposta. Azioni anche piccole, ma continue, perché più piccoli sono i cambiamenti, meno sono faticosi e minore è la paura di fallire, ma ogni cambiamento crea un precedente e quindi una nuova abitudine permanente.
Decidere non è fare: attenzione al pericolo dell’inazione! Non solo non ci permette di realizzare i progetti ma provoca stress e frustrazione. Come superare questi momenti? Iniziando dalle piccole cose, facendo qualcosa di semplice, come riordinare, fare pulizia, qualunque piccola cosa che possa distoglierci dall’immobilità, oppure praticando una profonda autoriflessione (Naikan) su ciò che abbiamo, su quanto ci è stato donato dalla vita, per ridurre lo stress.
Come iniziare? Spesso non sappiamo come iniziare, se non abbiamo un progetto ben dettagliato, e allora impariamo ad accettare di poter sbagliare e ricominciare da capo. Oppure sappiamo cosa fare ma cadiamo vittime della procrastinazione. Una strategia spesso utilizzata consiste nell’evitare ciò che va fatto e poi investire un sacco di tempo nel tentativo di capire perché lo si vuole evitare: un ottimo modo per continuare a non passare all’azione. Un altro sistema è credere di dover avere voglia di fare una cosa per riuscire a farla. Ma la strategia di procrastinazione più diffusa è fare qualcos’altro. Secondo uno dei principi della terapia Morita abbiamo molto più controllo sul corpo che sulla mente: se iniziamo a muoverci questo avrà un’influenza naturale sullo stato emotivo e sui pensieri. A volte basta fare in modo di essere al posto giusto nel momento giusto per darci modo di iniziare ad agire.
Viviamo in una società orientata all’obiettivo: ci impegniamo ed agiamo per raggiungerli, ma in molti casi i risultati non dipendono da noi. Ad esempio, se ci impegniamo per trovare lavoro, facciamo di tutto per essere al meglio, ci prepariamo al colloquio. Tuttavia, ottenere il lavoro non dipende da noi ma da chi ci assumerà o meno. Associamo la nostra idea di successo a qualcosa che è al di fuori del nostro controllo. La cosa migliore da fare è concentrarsi sullo sforzo che si compie, che essendo un’azione è sotto il nostro controllo. Inoltre, questo ci porta a concentrarci sul momento presente, che significa mantenere il contatto con la realtà. Forse non arriveranno i risultati sperati, ma forse ne arriveranno di inaspettati o sorprendenti.
Per passare all’azione dobbiamo sconfiggere i demoni dell’inazione: paura, indecisione, scoraggiamento, perfezionismo, televisione, noia e difficoltà. Per ognuno di essi l’autore analizza i nostri stati d’animo e ci suggerisce come affrontarlo. Fa strano trovare nella lista di questi demoni la televisione? Eppure è uno dei demoni peggiori perché agisce in modo subdolo; infatti accorcia l’arco dell’attenzione rafforzando così un altro demone, la noia. L’alternativa alla TV è riempire il tempo con la vita reale.
04Citazioni
«È meglio chiarirsi le idee prima di iniziare, ma è anche meglio iniziare prima di chiarirsi le idee.»
«Usate saggiamente il tempo. È un dono, ed è provvisorio.»
«Non importa se vai piano, l’importante è che non ti fermi.» (Confucio)
«Osare crea ansia, ma non osare significa perdersi.» (Kierkegaard)
«Fa’ una cosa alla volta e falla con il cuore.»
05Perché leggere questo libro
Perché ci fa sentire meno soli nella nostra ansia di esseri umani del XXI secolo. L’ironia con cui l’autore si rivolge al lettore ci fa sorridere mentre ci riconosciamo nei racconti di immobilità e procrastinazione, facendoci capire che siamo tutti esseri umani e che in alcuni momenti della vita può capitare che ci si senta bloccati, ma è sufficiente, non appena ce ne accorgiamo, rimediare iniziando a muoverci, anche a piccoli passi, anche lentamente, e piano piano possiamo ritrovare la serenità tornando ad essere attivi. Scorrevole, ricco di proposte, di profonde riflessioni, di esempi, aneddoti che stimolano il lettore a cambiare ottica sul modo di vivere.
Questa scheda è stata realizzata da Silvia Bruciamonti. Acquista il libro nella tua libreria preferita.