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Crescita & Sviluppo

Più memoria

di Gianni Golfera

Editore
Alessio Roberti Editore
Lettura
7 minuti
Scheda di
Fabrizio Rigante
Scheda
n° 240

L’autore sostiene che ognuno di noi possiede delle straordinarie capacità mnemoniche ma la durata delle informazioni immagazzinate nel cervello dipende dalla tecnica adottata.

Foto: Julian Hochgesang su Unsplash

Gianni Golfera, Più memoria, Alessio Roberti Editore

01Chi è l’autore?

Gianni Golfera è considerato l’uomo con più memoria al mondo. Docente di numerosi corsi di formazione per lo sviluppo della memoria presso università, aziende e gruppi manageriali in Italia e all’estero, è l’ideatore del metodo GiGoTec (Gianni Golfera Tecniques). Per la sua prodigiosa memoria, è in contatto con i più importanti media internazionali. Tra i suoi libri, La memoria emotiva (2003), Il grande libro della memoria (2010) e Ti Ricordi di Me? Le tecniche per ricordare i nomi di tutte le persone che incontri (2014).

02Qual è l’intento dell’autore?

L’autore sostiene che ognuno di noi possiede delle straordinarie capacità mnemoniche ma la durata delle informazioni immagazzinate nel cervello dipende dalla tecnica adottata. Senza una strategia idonea, diventa più difficile ricordare qualunque cosa, sia che si tratti di nomi di persone, di concetti o di sequenze numeriche. L’autore propone dunque un metodo che si basa soprattutto su due elementi: le immagini e le emozioni.

03Questo libro insegna

Cos’è la memoria? La memoria non è soltanto la più importante tra le funzioni cognitive ma è anche ciò che permette di costruire un’identità personale. La memoria è infatti formata dai nostri ricordi e noi siamo quello che ricordiamo. Per conservare o cancellare un ricordo, è necessario conoscere tre tipi di memoria: 1) La memoria a breve termine. Conserva l’informazione da pochi secondi a due settimane circa. Può contenere, per es., la lista della spesa, il nome di una persona conosciuta da poco, un vocabolo straniero etc.; 2) La memoria a medio termine. Conserva l’informazione da due settimane a un anno. Si tratta di informazioni che abbiamo utilizzato almeno una volta: per es., una ricetta, un percorso autostradale etc.; 3) La memoria a lungo termine. Conserva l’informazione per tutta la vita. Per es., come andare in bicicletta, i nomi dei nostri genitori o degli amici di vecchia data etc.

L’unità di misura della memoria. Per unità di misura della memoria si intende la quantità dei dati che è possibile apprendere in successione con intervallo di tempo molto breve. La capacità di apprendere e di immagazzinare informazioni può misurarsi fornendo una serie di dati, per poi verificarne la successione esatta. Nel caso di inversione o di omissione, si considera valido solo il numero di dati ricordato fino a quel momento. La quantità di dati che è possibile apprendere in un intervallo di due secondi tra un’informazione e l’altra è definita “span”.

E.M.A.I.C.E. Esistono tuttavia delle eccezioni, grazie alle quali alcune informazioni confluiscono direttamente nella memoria a medio o a lungo termine. Le quattro caratteristiche fondamentali di questo tipo di informazioni compongono un acronimo, E.M.A.I.C.E., che sta per Esagerazione Movimento Associazione Inusuale Coinvolgimento Emotivo. È sufficiente una sola di queste caratteristiche perché l’informazione si collochi nella memoria a medio termine. Qualora fossero tutte presenti, l’informazione si collocherà nella memoria a lungo termine. Infatti la stabilizzazione nella memoria a lungo termine comporta l’attivazione delle reazioni di tipo biochimico, che sono diverse rispetto a quelle relative alla memoria a breve e a medio termine. L’informazione deve dunque essere esagerata, in movimento, associata in modo insolito e capace di coinvolgere a livello emotivo. L’esempio concreto è l’attentato alle Torri Gemelle, un ricordo che è divenuto indelebile proprio perché contiene le quattro caratteristiche: evento esagerato, gli aerei in movimento e il crollo degli edifici, l’associazione inusuale dei due elementi del contesto e infine il forte impatto emotivo legato all’evento in questione.

Apprendimento e memoria. La ripetizione è un metodo di memorizzazione tradizionale che spesso produce stanchezza e sfiducia per la propria inefficacia. Il metodo proposto dall’autore sfrutta invece le quattro caratteristiche fondamentali dell’informazione permanente. L’autore suggerisce l’importanza della memoria poiché non si tratta soltanto di una facoltà utile per lo studio e/o per il lavoro ma di un elemento indispensabile per il miglioramento dell’individuo in sé e per sé. Nello specifico, vengono analizzate le quattro caratteristiche già introdotte: 1) Esagerazione. È un concetto associabile a persone, animali, idee o cose che indica la presenza di caratteristiche al di fuori della media, ovvero una sproporzione. È più facile ricordare, per es., un uomo alto due metri che uno di statura media; 2) Movimento. Es. una piazza piena di persone che non fanno altro che camminare, finché una di esse si mette a correre. L’attenzione si focalizzerà proprio sulla persona che corre; 3) Associazione inusuale. Un elemento è abbinato a uno o più elementi senza che tra essi ci sia alcuna affinità. Per es., un uomo nudo tra uomini in giacca e cravatta, un cane a tre teste o una lucertola a due code etc.; 4) Coinvolgimento emotivo. Un ricordo che suscita emozioni si radica più facilmente nella memoria: es. un bacio, la nascita di un figlio, un matrimonio etc.

Pensare per immagini. Il pensiero produce immagini. Questo vale non soltanto per parole concrete, come “biciclette”, a cui è facile associare l’immagine del veicolo, ma anche per concetti astratti e numeri. In particolare, la realtà può essere rappresentata secondo la modalità auditiva, consistente nell’associazione dei concetti con suoni, rumori e parole, oppure secondo la modalità cinestesica, con cui si associano i concetti alle sensazioni corporee. Esempi: 1) Corrispondenza diretta parola-immagine. Per memorizzare una bicicletta si immagina una bicicletta; 2) Corrispondenza con suono simile. Per memorizzare la parola “vita” immagino una vite; 3) Corrispondenza con variazione semantica. Se si sta studiando giurisprudenza e si vuole memorizzare la parola “diritto”, si immagina un uomo che sta diritto; 4) Immaginare una parte per il tutto. Per memorizzare la parola “chirurgo” si pensa al bisturi; 5) Assonanza. Si utilizza un’altra parola al posto di quella data, purché il suono iniziale sia simile. Es. per “paralipomeni” si pensa a una partoriente; 6) Scomposizione. Una parola complessa può essere suddivisa in più parole concrete. Es. la parola “giacenza” può essere memorizzata pensando a una donna di nome Enza che giace distesa.

Memorizzare nomi e cognomi. Il primo ambito di applicazione pratica del metodo riguarda la memorizzazione di nomi e cognomi di persone anche incontrate soltanto una volta. Si tratta di associare un’immagine E.M.A.I.C.E. al nome della persona, collegandola alla caratteristica dominante del suo volto. È quello che accade in un ritratto caricaturale: si prende un tratto dominante dell’aspetto della persona e si tende a esagerarlo. Per es., se volessimo memorizzare il nome di Mara, una ragazza con degli occhi molto espressivi, potremmo immaginare migliaia di more (assonanza con “Mara”) che escono dagli occhi di Mara. L’autore propone diversi esempi di associazioni tra il nome e l’immagine: “Andrea” con una croce di Sant’Andrea, “Beatrice” con una persona beata, “Elisa” con qualcosa di esile etc.

Memorizzare singole parole e liste. Una lista può comprendere una serie di concetti, parole o cose da fare, purché non superi i venti elementi complessivi. La memorizzazione delle liste avviene attraverso la ricerca di un’immagine E.M.A.I.C.E. e il collegamento stretto tra non più di due immagini consecutive. Dopo aver fatto un esempio concreto con una lista di venti parole e averle collegate seguendo il metodo proposto, l’autore mette in guardia da possibili errori: 1) Immagini visualizzate in modo non sufficientemente nitido; 2) Immagini non abbastanza E.M.A.I.C.E., ribadendo l’importanza del movimento, dell’esagerazione, dell’associazione inusuale e del coinvolgimento emotivo; 3) Immagini non realistiche. Bisogna visualizzare cose e persone reali.

Memorizzare numeri. La memorizzazione dei numeri è una facoltà che permette di ricordare codici, prezzi, prenotazioni, date etc. I numeri sono però delle entità astratte. Di conseguenza bisogna adottare una strategia che permetta di trasformare la cifra in immagine. Per la memorizzazione delle singole cifre, l’autore propone di pensare al segno grafico e di trasformarlo in immagine. Es. la cifra 1 assomiglia a una candela; il 2 assomiglia a un cigno; il 3, se rovesciato, ricorda un gabbiano; il 4 sembra una sedia; il 5 può essere memorizzato pensando alle dita di una mano; il 6 può ricordare una ciliegia; il 7 assomiglia a una falce; l’8 a un pupazzo di neve; il 9 sembra un palloncino e infine lo 0 assomiglia a un salvagente. Oltre all’associazione numero-immagine, è necessario scegliere per ogni cifra un colore diverso: es. candela lilla, cigno nero, gabbiano marrone etc. La scelta del colore associato alla cifra non è casuale ma dipende dalla somiglianza grafica con la lettera iniziale del colore: es. la cifra 1 assomiglia alla lettera “L”, mentre il 2 assomiglia alla “N” etc. La seconda fase della memorizzazione prevede la conversione fonetica da numero a immagine, tenendo presente che anche i numeri inferiori alla decina saranno preceduti dallo zero. Es.: per convertire 01 dovremo usare l’iniziale della prima cifra, la zeta, e la somiglianza grafica tra la cifra 1 e la lettera elle (ZL). Le vocali andranno aggiunte. La parola associata a 01 diventa quindi “Zulù”. Questa tecnica permette di memorizzare coppie di cifre ma per memorizzare sequenze numeriche più lunghe è sufficiente suddividere il numero e ricavare da ciascuna coppia l’immagine corrispondente.

04Citazioni

«In questo libro analizzeremo dei sistemi per portare un ricordo direttamente nella memoria a medio o a lungo termine, senza che sia necessario riutilizzare in modo cosciente l’informazione, né la prima né la seconda volta. L’obiettivo della nostra ricerca è proprio questo: ricordare per sempre un’informazione acquisita una sola volta.»

«Ritengo di poter affermare con certezza che aumentare la nostra memoria aumenta la nostra intelligenza e che non esiste intelligenza senza memoria.»

«Le informazioni vengono ricordate più facilmente quando sono espresse attraverso delle immagini: la nostra predisposizione naturale, infatti, ci porta a ricordare più facilmente le immagini, rispetto ai concetti astratti che non sono associati ad un processo di visualizzazione.»

«La nostra immaginazione, unita ad altre facoltà fisiche e neurologiche, ci porta a compiere imprese di cui spesso non siamo consapevoli, come quando, attraversando una strada trafficata, la utilizziamo per calcolare tempi e distanze e riusciamo a evitare di essere investiti.»

05Perché leggere questo libro

Perché propone delle tecniche mnemoniche efficaci e allo stesso tempo divertenti;

Perché l’autore spiega il proprio metodo con molti esempi concreti;

Perché evita l’utilizzo di termini tecnici e difficili;

Perché presenta alcuni esercizi in itinere per verificare l’acquisizione delle tecniche suggerite.

Questa scheda è stata realizzata da Fabrizio Rigante. Acquista il libro nella tua libreria preferita.

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