L’arte di tacere, Abate Dinouart, Castelvecchi
01Appunti di lettura
Dovremmo smettere di tacere soltanto quando abbiamo qualcosa da dire che valga più del silenzio. L’arte di tacere è anche un’arte dell’eloquenza del corpo. L’uomo non è mai tanto padrone di sé quanto lo è nel silenzio.
Credo che, per ben tacere, non sia sufficiente chiudere la bocca e non parlare affatto: non esisterebbe così nessuna differenza fra l’uomo e l’animale, poiché quest’ultimo è muto per natura.
Il primo grado della saggezza è saper tacere, il secondo è saper parlare poco e moderarsi nel discorso, il terzo è saper parlare molto senza parlare male e senza parlare troppo.
Si deve smettere di tacere solo quando si abbia qualche cosa da dire che valga più del silenzio.
Il tratto distintivo di un uomo coraggioso è quello di parlare poco e di compiere delle grandi azioni. Il tratto distintivo di un uomo di buon senso è di parlare poco e dire sempre cose ragionevoli.
Il silenzio è prudente quando si sa tacere opportunamente, secondo i tempi e i luoghi in cui ci si trova, e secondo le attenzioni dovute alle persone con cui trattiamo e viviamo.
Spesso si scrive male, talvolta si scrive troppo, e non sempre si scrive abbastanza.
Quando sia qualcosa di importante da scrivere bisogna prestarvi un’attenzione particolare. Occorre pensarci spesso, e dopo queste riflessioni, pensarci di nuovo, per non doversi pentire quando non si è più padroni di trattenere ciò che si è scritto.
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