Lara Lucaccioni, “Ridi, Ama, Vivi”, Rizzoli
01Chi è l’autore?
Si occupa di Scienza della Felicità, dedicandosi alle pratiche di benessere, come la risata, la coerenza cardiaca e le routine legate alle emozioni positive.
Massima esponente italiana di Yoga della Risata e principale trainer di Resilienza e Coerenza Cardiaca.
Master Trainer di Yoga della Risata, principale riferimento italiano di questa disciplina e una delle principali al mondo. È stata formata in India direttamente dal fondatore, il Dottor Madan Kataria.
02Qual è l’intento dell’autore?
L’intento dell’autrice è fornire gli strumenti per essere felici. Il principio fondamentale è portare più risate nella propria vita, dove la risata non è una conseguenza di uno stimolo esterno, ma una scelta che parte da dentro e coinvolge lo spirito e il corpo. Per farlo propone un percorso in tre passi, sintetizzati nel titolo: Ridi, Ama, Vivi.
03Questo libro insegna
Ridi: è il primo dei tre passi che l’autrice utilizza all’interno del suo metodo.
Ridere è considerato un valore fondamentale che, dal punto di vista dell’autrice, permette di recuperare la socialità, la connessione con gli altri, la relazione. Alla base di questo percorso c’è il lavorare in gruppo. Si ride con gli altri perché nel momento in cui ci si mette a ridere si è spinti a guardare negli occhi la persona che si ha davanti e di conseguenza a vedere oltre la persona stessa.
Cambia infatti il paradigma della risata; ridere non è più una reazione ad uno stimolo esterno ma parte da un bisogno interiore.
L’autrice infatti dice proprio queste parole: “…mi comporto da persona felice e gioiosa, rido e rido, mi metto in movimento, senza pensarci troppo, impedendo all’emisfero sinistro di emettere la sentenza che..”per carità questa è una cosa che non si fa..” E la magia della risata avviene…”
Partendo da dentro, si deve superare l’impasse iniziale che consiste nel ridere a prescindere dal contesto in cui ci si trova.
“questo guardarsi negli occhi lo Yoga della risata ce lo chiede di continuo e il beneficio è straordinario: ci ammorbidisce, ci mette in relazione, crea complicità, crea vicinanza, crea connessione, crea la magia dell’incontro puro tra due anime, tra due cuori.”
La parte più importante della sessione di yoga della risata consiste nella meditazione della risata in cui si vive l’esperienza di risata incondizionata attraverso la quale si riesce a vivere appieno il senso di liberazione.
La meditazione della risata ha un valore terapeutico incredibile; si parte da seduti guardandosi negli occhi e iniziando a ridere partendo dalla esigenza interna e non come conseguenza di uno stimolo esterno.
A questo primo momento si fa seguire l’esercizio centrale che consiste nella fisiologia della risata ovvero nell’inspirare una grande quantità di aria, trattenerla e ridere.
Questo esercizio replica la vera e propria fisiologia della risata:
inspiro, cioè immetto aria nei polmoni e quindi immetto energia per la mia risata
la carico e la trattengo più che posso
rido buttando fuori tutta l’aria dei polmoni finché ce n’è
La sessione termina con un terzo esercizio che consiste nel rilassarsi per ricalibrare le energie perse e acquisite durante l’esercizio.
Nell’ultima parte di questo capitolo l’autrice si sofferma sull’analizzare in che modo il ridere può essere utile per superare tre blocchi, quello individuale, quello relativo all’educazione familiare e quello relativo al ruolo sociale.
Dopo aver approfondito la natura di questi tre blocchi che possono essere la causa del non ridere ma anche lo strumento attraverso il quale poter imparare a farlo, suggerisce una serie di esercizi attraverso i quali entrare nell’esperienza di questi blocchi e superarli.
Ama è il secondo passo; è basato sui più recenti studi scientifici sul cuore e la sua “intelligenza”, insegna come praticare la “coerenza cardiaca” – la forte sincronizzazione tra cuore e cervello – e gestire emozioni e stress, con l’obiettivo di essere in equilibrio e comunicare al meglio.
“Stare in amore è una scelta come ridere; è una pratica quotidiana di meraviglia di impegno a scorgere al di là di ciò che appare”
L’autrice considera il cuore non solo come un muscolo involontario che quindi si contrae e si rilascia a prescindere dalla nostra volontà; lei pensa che il cuore abbia anche un cervello.
Il cuore inteso quindi come un organo pensante diventa la sede in cui le emozioni vengono accolte, analizzate, metabolizzate. Grazie a questa attività il cuore fornisce anche indicazioni su come reagire ai vari stimoli esterni.
“Il cuore è molto più dell’organo fondamentale per la vita, nel senso in cui lo intendiamo abitualmente. Ha una sua memoria, produce ormoni, è intelligente ed è in grado di comunicare attraverso molte vie.” È così che l’autrice descrive il cuore e apre alla parte centrale di questo capitolo nel quale descrive il cuore da un punto di vista strettamente scientifico, ormonale, neuronale; descrive anche alcune tecniche che ci consentono, dopo averle allenate in maniera costante, ad entrare in quella che l’autrice stessa definisce la coerenza cardiaca che aiuta le persone a gestire lo stress e a migliorare; grazie a questi strumenti abbiamo la possibilità di potenziare la capacità di affrontare le avversità e le complessità e di affrontare in modo preparato le situazioni impegnative che ci si possono presentare e recuperare in maniera molto rapida dopo aver affrontato dei momenti di tensione.
“Quando le qualità predominanti sono quelle del cuore, la mente rallenta e i pensieri sono più lucidi e focalizzati”
Con questa affermazione l’autrice nella parte centrale del capitolo pone l’attenzione sul fatto che quando noi siamo connessi al cuore la nostra intuizione si potenzia e in questo modo possiamo sperimentare abilità intenzionali che ci mettono nella condizione di rispondere in maniera molto più rapida a questioni che fino a poco prima consideravamo estremamente difficili accedendo in questo modo ad un più elevato livello di consapevolezza.
Vivi: è il terzo passo. Propone moltissimi esercizi per allenare le nostre emozioni alla felicità, aumentare la nostra resilienza e creare relazioni e comunità connesse e gioiose.
Una filosofia e una serie di pratiche in grado di migliorare lo stato fisico, emotivo, mentale e sociale. Un percorso di scoperta accessibile a chiunque voglia essere felice.
Il focus di questo ultimo capitolo è … “allenare e sviluppare la felicità in quanto competenza e creare vere e proprie routine della felicità, fatte di abitudini che, giorno dopo giorno, sono in grado di generare un cambiamento reale e duraturo…”
Un punto di partenza cruciale nella scienza della felicità è rappresentato dall’importanza che noi diamo alla felicità nella nostra vita. L’autrice in questo vuole sottolineare il fatto che tutti noi quotidianamente affermiamo di voler raggiungere la felicità, ma le azioni che noi compiamo e la costanza con la quale le compiamo nella quotidianità non sono affatto semplici e scontate. Il motivo per cui questo avviene è perché spesso non abbiamo strumenti o guide che ci aiutino a riconoscere e utilizzare in maniera corretta questi strumenti.
“Scegliere di essere felici” è il nodo principale del capitolo.
Affermazioni auto sabotanti come … “sono fatto così” … “questo è il mio carattere” … “sono così e non posso cambiare” sono frasi che non hanno alcun fondamento scientifico e che risultano delle interferenze nel nostro processo di felicità.
Se noi agiamo con volontà e intenzione siamo in grado di generare un cambiamento chiaro e duraturo, partendo da micro-obiettivi.
L’autrice all’interno di quest’ultimo capitolo si focalizza proprio su questo: individuare quei pensieri auto sabotanti, scardinarli attraverso degli strumenti, inducendo un cambiamento che porti le persone a scegliere di essere felici.
Al concetto di felicità viene affiancato il concetto di fiducia
L’aspetto della fiducia è fondamentale in quanto se noi siamo in grado di dar fiducia agli altri, gli altri beneficeranno di questa fiducia e automaticamente la metteranno in circolo ricambiandola a noi e ad altri.
In questo modo, l’abbinamento felicità e fiducia comporterà la possibilità per le persone di instaurare delle relazioni positive da un punto di vista sociale, relazioni che in qualche modo funzioneranno con un effetto domino ripercuotendosi sulle altre persone e, come un effetto boomerang, restituendoci la stessa felicità e la stessa fiducia.
04Citazioni
“… le connessioni sociali tra le persone che ridono sono di grande supporto e danno un senso all’esistenza: è come una famiglia estesa, scelta, in grado di unire gli individui e creare relazioni durature”
“… divento padrone di me stesso, perché mi creo la possibilità di scegliere: anziché reagire di impulso agli eventi, restando in balia delle mie memorie emotive, stempero la reazione istintiva, optando per una modalità diversa, più ponderata…”
“le persone felici sperimentano con più frequenza esperienze che danno emozioni piacevoli e la spirale positiva si innesca perché, quando sono in uno stato positivo, sono anche più creativo, comunico meglio, le mie connessioni aumentano e sono più felice”
05Perché leggere questo libro
Perché ci aiuta a cambiare il paradigma del concetto di risata; da ridere come stimolo e reazione ad un evento esterno, a ridere per una volontà che parte da dentro a prescindere dal contesto e dall’ambiente.
Perché è originale nel suo genere: fornisce indicazioni relative alla risata e alla sua importanza fornendo spiegazioni molto scientifiche che ci fanno comprendere come alla base della risata non ci sia solo uno stimolo incondizionato ma una vera e propria correlazione tra sistema nervoso e cuore.
Perché è ricco di esercizi grazie ai quali possiamo imparare a ridere e a fare della felicità una nostra scelta.
Questa scheda è stata realizzata da Rosita Lauria. Acquista il libro nella tua libreria preferita.