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Comunicazione & PsicologiaSalute & Benessere

Rompere gli schemi della depressione

di Michael D. Yapko

Editore
Ponte alle Grazie
Lettura
3 minuti
Scheda
n° 258

La biologia è solo una parte della depressione, e gli antidepressivi sono solo una parte della soluzione.

Foto: Олег Мороз su Unsplash

Michael D. Yapko, Rompere gli schemi della depressione, Ponte alle Grazie

01Chi è l’autore?

Psicoterapeuta e ricercatore, vive in California.

02Qual è l’intento dell’autore?

Mostrare la depressione come qualcosa su cui agire.

03Questo libro insegna

La depressione può essere una reazione assolutamente normale a circostanze dolorose, o un indizio del fatto che chi ne soffre non riesce ad affrontare nel modo giusto un evento che richiede particolari capacità.

La biologia è solo una parte della depressione, e gli antidepressivi sono solo una parte della soluzione.

La depressione si manifesta per ragioni complesse che, a prima vista, possono sembrare semplici.

Nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali o DSM alla IV edizione, la depressione è posta nella categoria dei disturbi dell’umore.

Molti medici suggeriscono che la depressione sia causata da uno “squilibrio chimico nel cervello”, ma non esiste un sistema affidabile che dimostri l’esistenza di tale squilibrio; si ipotizza semplicemente che esista tale scompenso ogni volta che qualcuno è depresso e, quando poi la persona reagisce bene ai farmaci antidepressivi, la si considera un’ulteriore conferma. Tale conclusione però, non è pienamente giustificata, perché i farmaci che hanno un effetto sull’umore possono agire anche in assenza di “squilibri cerebrali”. La chimica del cervello può senz’altro essere correlata all’umore: ci sono infatti degli specifici messaggeri chimici, detti neurotrasmettitori, noti per essere direttamente connessi all’umore. Il problema è: cosa viene prima?

Componente sociologica. Enfasi sul sé. Crisi del nucleo della famiglia… Assenza di una seconda chance.

Il modello psicodinamico: Freud concepiva la depressione come “rabbia rivolta verso se stessi” e ne associava l’origine al lutto non elaborato relativo a perdite subite durante l’infanzia (perdite o rifiuti).

La terapia cognitiva, come impostata da Aaron T. Beck, si basa sul fatto che il pensiero delle persone depresse dimostra quasi invariabilmente degli errori, o meglio delle “distorsioni cognitive” in aree specifiche. Partendo dal presupposto della distorsione cognitiva e in pensiero acritico, il modello di Martin Seligman sull’“impotenza appresa” osserva la passività spesso manifestata dagli individui depressi. Il loro errore consisteva a credere che ciò che era stato valido in una circostanza sfortunata sarebbe restato valido per sempre. La terapia propone di imparare a essere più attenti nel valutare cosa è controllabile e cosa non lo è. Un’altra variabile del pensiero cognitivo è lo “stile di attribuzione” ovvero i significati che attribuiamo ai comportamenti degli altri e il modo in cui ci spieghiamo gli eventi della vita.

Il modello comportamentale suggerisce che ciò che pensiamo produce delle conseguenze e lo stesso ciò che facciamo. Il pensiero alla base è che “le conseguenze determinano il comportamento”: si tende a fare ciò che produce ricompense e a evitare ciò che porterà a una punizione. Una persona depressa potrebbe per empatia ottenere attenzione dagli altri e questo potrebbe rinforzare la sua depressione.

Il modello interpersonale si concentra sulle buone relazioni con gli altri come scudo contro le malattie fisiche e i disturbi emotivi. La depressione può essere causata, e infatti spesso lo è, da problemi relazionali, ma è vero anche il contrario: i problemi relazionali possono essere causati, e spesso lo sono, dalla depressione. Coloro che hanno buone relazioni interpersonali sono soggetti a rischio minore di essere colpiti dalla depressione.

Con l’arrivo del Prozac nel 1988, è iniziata una nuova era nella farmacologia della depressione. Il Prozac agisce direttamente sul più importante neurotrasmettitore (la serotonina), generando minori effetti collaterali.

Milton Erickson è stato uno degli psichiatri più innovativi e autorevoli del secolo appena trascorso. Erickson era unico nella sua favolosa abilità di trovare soluzioni creative ai problemi della gente, e lo faceva senza dedicare molto tempo all’analisi del passato del paziente per cercare di spiegare delle cose.

Le dimensioni della depressione: sintomi fisici, problemi comportamentali, pensiero distorto, difficoltà emotive e cambiamenti di umore, relazioni difficoltose.

Entrare in contatto con i sentimenti. In certi casi potrebbe essere inopportuno: per esempio, se ti concentri su come ti senti quando sei in fila in banca questo migliora la cosa?

Scoprire cosa ha formato i nostri valori; costanza dalle lezioni di pianoforte, membro di una squadra dalla squadra di baseball da piccoli, non fare agli altri ciò che non vuoi essere fatto a te dalla religione, … I valori sono come un continuum fra due estremi contrapposti: essere centrati su altri VS su di sé.

Schemi di pensiero: astratto o concreto, globale o dettagliato, attribuzioni interne o esterne, attribuzioni permanenti o temporanee, attribuzioni globali o specifiche, attenzione concentrata o diffusa, locus of control interno o esterno, orientamento al passato, presente o futuro, compartimentazione scarsa o elevata.

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