Vai al contenuto

Genitorialità

Se mi vuoi bene dimmi di no

di Giuliana Ukmar

Editore
Franco Angeli
Lettura
6 minuti
Scheda di
Francesca Pitzolu
Scheda
n° 39

I sì e i no permettono ai bambini di sentire la gioia della conquista e la prova che sono importanti perché qualcuno si preoccupa per loro e li vuole proteggere.

Foto: Annie Spratt su Unsplash

G. Ukmar, Se mi vuoi bene dimmi di no, Franco Angeli

01Chi è l’autore?

Giuliana Ukmar è un medico neuropsichiatra, psicoterapeuta della famiglia e della coppia. Tiene gruppi per genitori, sia di problem-solving che di formazione al rapporto. È coordinatore sanitario di un’istituzione pubblica per la gestione dell’handicap infantile.

02Qual è l’intento dell’autore?

L’autrice vuole aiutare e guidare i genitori (e quanti si occupano di educazione dei bambini) a vivere al meglio il loro ruolo e a riappropriarsi con impegno del loro valore educativo per la crescita armoniosa dei figli.

03Conosci meglio il libro

Onnipotenza. Cosa fare con un bambino onnipotente, che risposte esaustive dare a chi si relaziona con questi bambini? I bambini onnipotenti non hanno genitori cattivi o menefreghisti: non hanno genitori potenti, capaci di farsi rispettare, di dettare regole precise e chiare, di essere un riferimento fermo su cui contare e su cui affidarsi per essere difesi da tutto e tutti. Questi bambini hanno bisogno di tornare alla loro dimensione infantile, dove c’è chi decide per loro e pensa alle loro necessità. Il senso di onnipotenza non è congenito, ma è un atteggiamento che i bambini imparano e affinano giorno dopo giorno. Con questi bambini l’unica soluzione sembra quella di fare come dicono! Uscire, mangiare, giocare, lavarsi… solo quando e come vogliono. Ma «non sempre si può e quasi mai si deve». Per gestire e uscire fuori da situazioni in cui i genitori sono prigionieri nella loro casa, è necessario prendere coscienza della situazione e avere energie giuste per prendere coraggio e intraprendere una strada educativa diversa. Il percorso è lungo, a volte in salita altre in discesa, ma se affrontato con le strategie giuste permette ai genitori di riappropriarsi del loro ruolo, di recuperare certezze e spazi personali. Al contempo i figli si liberano di un peso troppo pesante per loro.

Vincitori e vinti. L’autrice spiega come l’onnipotenza di certi bambini implica che nel rapporto con i genitori ci sia un vincitore (il bambino) e un vinto (il genitore). Il bambino che riesce ad ottenere sempre tutto ciò che vuole rende i genitori schiavi e ne condiziona la vita a suo piacimento. Ma quella dei figli è una vittoria apparente: non avere limiti li carica di responsabilità che non sono in grado di sorreggere, li rende insicuri nel rapporto con i genitori considerati incapaci di proteggerli. Per questo serve un’inversione di rotta educativa da parte dei genitori, che dovrebbero con coraggio mettere via la paura del cambiamento, togliere scettro e corona ai figli e riprendere gradualmente potere. Un potere che darà ai loro figli la giusta protezione e sicurezza che sono la base perché riescano a vivere l’infanzia con la dovuta serenità. I sì e i no permettono ai bambini di sentire la gioia della conquista e la prova che sono importanti perché qualcuno si preoccupa per loro e li vuole proteggere.

L’autrice illustra una serie di storie esemplari in cui i bambini soffrono per la relazione genitoriale poco stabile e insicura, generata dall’avere genitori privi di potere: bambini alla ricerca di genitori capaci di dire “No!”, capaci di contenere la loro onnipotenza, di stabilire e far rispettare regole, di assumersi le responsabilità delle loro decisioni. I bambini hanno bisogno di sentirsi protetti e difesi anche quando sembra vogliano allontanarsi dalla sfera genitoriale. Per allontanarsi e fare nuove esperienze hanno bisogno di sentire di avere un punto di riferimento fermo e stabile. I genitori devono comportarsi e agire come persone che sanno cosa è meglio o peggio per i propri figli, li guideranno verso la prima cosa e gli vieteranno la seconda. Certi genitori, pur capendo di avere dei problemi con i figli non arrivano al cambiamento e non fanno nulla per cambiare rotta perché non hanno l’energia sufficiente. A volte, quando l’energia è impegnata in altre aree della loro vita (problemi di lavoro, crisi di coppia …) devono decidere che è ora di mobilitarla e dirottarla verso i figli. Tuttavia, per farlo, bisogna sentirne la necessità e la priorità. Alcuni genitori non riescono a gestire la situazione, a ribaltarla, perché le energie fisiche e psicologiche sono carenti e non hanno il coraggio di affrontare il cambiamento che comporterebbe la rottura di vecchi equilibri e la definizione di nuovi ruoli e responsabilità.

L’importanza delle regole. Le regole servono perché danno ai figli informazioni utili per stare al mondo: sono una guida per la crescita dei bambini. I genitori che non stabiliscono regole stabili e precise creano nei figli insicurezza e malessere. Ogni famiglia dovrebbe avere le sue, specifiche per le esigenze, abitudini e ritmi di vita dei genitori. Nella famiglia Rossi vige la regola che si cena alle ore 19,00 perché il papà torna presto e prima di cena gioca con la figlia; nella famiglia Bianchi invece si cena alle ore 20,00 perché il papà torna tardi e lo si aspetta per stare tutti insieme. Non esiste una regola giusta o sbagliata ma l’autrice elenca le caratteristiche generali delle regole: 1. Devono essere decise dai genitori, 2. Devono soddisfare le esigenze di entrambi o essere una mediazione da entrambi accettata, 3. Una volta dichiarate devono essere stabili, non possono variare e devono essere fatte rispettare, 4. Devono mutare nel tempo, rispetto alle diverse tappe dello sviluppo del bambino e ai cambiamenti dell’organizzazione familiare.

Effetto boomerang. I problemi non risolti relativi all’onnipotenza dei bambini si trascinano spesso negli anni successivi. L’autrice dedica spazio anche al tema dei rapporti dei genitori con i figli adolescenti con i quali suggerisce di usare l’effetto boomerang: «dare alle loro provocazioni, alle loro ribellioni, un effetto circolare per cui le conseguenze vadano a colpire proprio il mandante e solo lui». Per far capire a Elena che gli indumenti sporchi non andavano lasciati in terra in giro per la casa, venne consigliato alla mamma di lavare e stirare solo gli indumenti che la figlia riponeva nell’apposito cesto.

L’autrice tratta anche il delicato tema dell’anoressia come forme di onnipotenza. Ragazze che vogliono fare ciò che vogliono e quando lo vogliono, e a farne comunque pagare le conseguenze agli altri. Tappa importante verso la guarigione è la ricostruzione di un rapporto di fiducia con i genitori, che devono riprendere con amore il loro ruolo di potere e autorità. Tale argomento è trattato con diversi esempi nel testo, che lungi dal dare soluzioni ad un problema così delicato, cerca di coglierne i meccanismi comuni con gli adolescenti onnipotenti: vivere un rapporto all’insegna della convinzione del “genitori contro”, ai quali spetta un lavoro impegnativo per recuperare rispetto, credibilità e affidabilità. I genitori che non hanno autorità con i figli devono affrontare un duro e lungo percorso di riappropriarsi del loro ruolo nei confronti dei figli. Devono “rifarsi la faccia” e riacquisire la credibilità perduta per far loro capire che “sono con loro e non contro di loro”.

04Citazioni

«Io ti lascerò quando vorrò, perché io mi prendo la responsabilità del tuo bene e ti difenderò dal mondo intero, anche dalla tua rabbia.»

«Il bambino capisce molto presto che il “no” dei genitori è per lui e non contro di lui e spesso si crea una coalizione adulto-bambino, nel senso di uno spontaneo, sereno adeguamento alle regole, che rende la vita felice ad entrambi.»

«Il bambino non è un adulto in miniatura.»

«Questo bimbo non era iperattivo… quante volte una precoce onnipotenza si mimetizza dietro questa sindrome e addirittura se ne nutra, perché l’alibi della malattia invalida qualsiasi tentativo di contenimento.»

05Perché leggere questo libro

Perché spiega quali sono per i figli, le conseguenze dell’avere genitori che non sanno dire di no. Conseguenze negative a breve e lungo termine sulla crescita dei bambini, che hanno bisogno di avere genitori su cui fare affidamento. La lettura stimola i genitori a mettersi in discussione, a trovare strategie per farsi rispettare e a non temere di dire “no”; spiega come l’utilizzo coerente di limiti e divieti sia di fondamentale importanza per una crescita e sviluppo sano dei bambini e della loro relazione con i genitori.

Questa scheda è stata realizzata da Francesca Pitzolu. Acquista il libro nella tua libreria preferita.

Continua il percorso

Coaching con Debora Conti

Life coach dal 2005, trainer di PNL e autrice di libri di crescita personale: coaching individuale anche a distanza e corsi online su peso, figli, crescita personale e lavoro.

Scopri deboraconti.com

Genitorialità

Continua a leggere

Tutti i 37 libri del tema

    Prova: