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Salute & Benessere

La fioritura dei neuroni

di Michela Matteoli

Editore
Sonzogno
Lettura
5 minuti
Scheda
n° 260

Sono sei le strategie per tenere in forma il cervello: stimolazione mentale, movimento, corretta alimentazione, vita sociale, relax, sonno.

Foto: Mehdi Raad su Unsplash

Michela Matteoli, La fioritura dei neuroni, Sonzogno editori

01Chi è l’autore?

Dalle 3 alle 5 righe, trovi info sulla copertina su wikipedia o sul Giardino dei libri.

02Qual è l’intento dell’autore?

Dalle 3 alle 6 righe: L’intento dell’autore è …

03Questo libro insegna

1906, per Ramon y Cajal e Camillo Golgi con l’avanzare dell’età la dotazione neurale può solo depauperarsi. Altman dal MIT trova neuroni neonati nel cervello adulto di roditori. Nottebohm li trova in canarini. Da allora, caccia alle staminali cerebrali. Le chiamano “nicchie di neurogenesi”, come delle nursery di neuroni neonati pronti a differenziarsi e diventare indipendenti. Giulio Pompilio in “Il cuore ha sempre ragione”, ha provato che il cuore ha delle staminali e ha una sua capacità rigenerativa intrinseca con un turnover di tutti i tipi di cellule del cuore.

Le staminali sono cellule indifferenziate che, se opportunamente stimolate, si dividono all’infinito producendo, a ogni divisione una cellula uguale a sé e una specializzata. Si differenziano in unipotenti, come nel fegato, dove possono diventare solo cellule del fegato; e multipotenti, come quelle del midollo osseo e possono diventare ogni cellula del sangue: globulo rosso, linfociti, piastrine, macrofagi. Nei malati di leucemie si trapianta il midollo osseo di uno sano con le staminali che poi si specializzeranno in cellule del sangue che servono e sane.

Un adulto continua a rigenerarsi riproducendo al secondo milioni di cellule, per la maggior parte di sangue e pelle.

Nel 2018 uno studio della Columbia University ha fatto l’autopsia. 28 cervelli di varie età e ha trovato presenza di staminali nell’ippocampo umano, meno negli anziani per mancanza di vascolarizzazione. Lo studio è stato confermato a Madrid. Quindi, le staminali esisterebbero, la neurogenesi difettosa potrebbe essere alla base dell’Alzheimer. Un’altra ricerca ha smontato tutto affermando la neurogenesi solo nei bambini. Perché? Analisi di tessuto per durata di conservazione, taglio del tessuto, spessore…

Platone in La repubblica «Coloro che portano le torce se le passano l’un l’altro»

Per curare la sclerosi multipla, Gianvito Martino all’ospedale San Raffaele ha trapiantato staminali neurali, prese da feti in seguito ad aborti perché sono staminali multipotenti. In realtà non sono diventate neuroni ma hanno attivato meccanismi di protezione e riparazione. Altra strada sono le cellule della pelle fatte regredire in laboratorio a cellule staminali.

1897 il premio Nobel Charles Scott ha individuato le connessioni tra neuroni, chiamate synalto, congiunto in greco. Ogni neurone ne riceve e ne forma decine di migliaia fino ad arrivare a un numero totale di 10 elevato a 13 o a 15, tra 10 bilioni e 1 biliardo. Assone e dendriti si connettono attraverso le sinapsi. Ogni sinapsi è formata dall’associazione tra una porzione del neurone che trasmette l’informazione (di solito, assone) e una che la riceve (di solito, dendrite), come un ponte. Le informazioni si trasmettono attraverso segnali elettrici e segnali chimici come la serotonina protagonista della regolazione dell’umore e la dopamina coinvolta nel sistema di ricompensa. Quando arriva il segnale elettrico le vescicole riversano il contenuto chimico nello spazio sinaptico tra i due neuroni.

Le cellule della glia dette astrociti per la loro forma a stella rimuovono i neurotrasmettitori non più necessari. Si dice che il cervello è plastico perché può cambiare se stesso e possiede la capacità di modificare sinapsi e circuiti cioè la propria struttura.

In termini scientifici la memoria è un processo cognitivo che consente la codifica, la fissazione e il recupero di informazioni. Le aree del cervello coinvolte nella formazione delle memorie sono: l’ippocampo per la memoria esplicita, la neocorteccia che controlla il pensiero il ragionamento, l’amigdala considerata il centro delle emozioni.

Nel 1953 a un paziente di nome Henry Molaison furono rimossi i lobi temporali e gran parte dell’ippocampo per curare un attacco epilettico. Non riuscì più a formare ricordi che durassero più di pochi minuti non era più in grado di memorizzare informazioni in modo permanente. Nel corso del tempo le informazioni dei ricordi temporaneamente archiviate nell’ippocampo possono essere trasferite alla neocorteccia e lì restano a disposizione per la vita a fornire un patrimonio di conoscenza generale. Questo trasferimento dall’ippocampo alla neocorteccia avviene mentre dormiamo. Alcune connessioni all’interno delle reti neurali sono più forti perché quando dormiamo il cervello smista gli elementi raccolti e quelli accompagnati o seguiti da un’emozione sono quelli più forti.

Il neuroscienziato Bogdan Draganski a Losanna ha notato un incremento della materia grigia in studenti di medicina tra un esame e l’altro. L’aumento di volume era dovuto alla formazione di sinapsi e anche forse a nuovi neuroni che fino ai trent’anni è un evento normale. Molto cambia anche nella sostanza bianca. La materia bianca è formata dalle code dei neuroni cioè gli assoni o fibre nervose in cui corrono gli stimoli elettrici. Sono miliardi di filamenti indispensabili per collegare i pensieri sono biancastri ricoperti da un rivestimento grasso, la mielina. La guaina mielinica funge da isolante elettrico e aumenta la velocità di trasmissione del segnale elettrico attraverso gli assoni. Se la guaina mielinica si danneggia, come nella SLA, il circuito neurale non funziona più bene.

La mielina inizia a degradarsi con l’invecchiamento ma chi acquisisce nuove competenze migliora l’integrità della materia bianca rallentando la perdita mielinica.

I neuroni non fanno tutto da soli hanno gli aiutanti, le cellule della glia: che forniscono sostanze di nutrimento, rimuovono gli eccessi di neurotrasmettitori, trasferiscono da vasi cerebrali sostanze per supportare il metabolismo del neurone. Gli oligodendrociti hanno il compito di produrre la guaina degli assoni. Anche in età adulta ne esistono di immaturi cioè da staminali pronti a specializzarsi. Gli astrociti servono a ridurre il rivestimento per far rallentare la velocità di quegli input che rischiano di arrivare troppo presto. Le cellule microgliali si occupano della difesa immunitaria. Intorno ai tre o quattro anni la microglia fa come il giardiniere e inizia a mettere ordine nel giardino elimina con l’operazione di pruning le sinapsi eccessive. Questo processo va avanti fino ai 22 23 anni. Ragione per cui non bisognerebbe immettere droghe nel cervello dei giovani.

La conoscenza è la riserva cognitiva che riduce il rischio di sviluppare le demenze senili la chiave è la varietà per stimolare tutte le aree cerebrali. In Canada l’80% degli psicologi prescrive una lettura specifica ai pazienti come biblioterapia. Sono sei le strategie per tenere in forma il cervello: stimolazione mentale, movimento, corretta alimentazione, vita sociale, relax, sonno. Aggiungendo un litro e mezzo di acqua, spezie, erbe aromatiche, poco sale e olio EVO.

04Perché leggere questo libro

Dalle 3 alle 5 frasi che iniziano con dei “Perché”. Esempi: Perché è pratico… // Perché è ricco di esercizi // Perché è corredato da schemi riassuntivi molto utili // Perché è rivoluzionario nel suo genere // Perché lo stile è chiaro e scorrevole…

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Life coach dal 2005, trainer di PNL e autrice di libri di crescita personale: coaching individuale anche a distanza e corsi online su peso, figli, crescita personale e lavoro.

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